2 giorni di grandi emozioni, PRIMO GIORNO

Per conoscere il meglio di Barcellona ho preparato questo programma, uno dei piani più sperimentati e graditi che vi permetterà di vedere e visitare i luoghi più famosi ed importanti di Barcellona con  qualche preziosa “uscita di strada” dai tour tradizionali e turistici… scoprendo particolarità nascoste.
Ovviamente la vostra voglia di camminare deve essere ben predisposta: in caso contrario potrete “accorciare” il tour quando preferite virando su differenti consigli.

 

Primo giorno a Barcellona, si parte!

Per vivere senza pensieri i vostri due giorni a Barcellona potendovi muovere con Metro e autobus in piena libertà vi raccomando di prenotare online la tessera HOLABCN da 48 ore. Con meno di 15,00€ avrete viaggi illimitati su tutta la rete.

Se siete arrivati la sera precedente, anche se vi state considerando in vacanza la più cosa bella da fare a Barcellona è svegliarsi non troppo tardi e farsi una bella passeggiata fiancheggiando il mare.
Se sarete qui verso le 9.30 – 10 del mattino il bellissimo litoraneo che si affaccia a est vi regalerà in ogni stagione un energetico “saluto”!

Tenendo in considerazione sempre Plaça Catalunya come punto di partenza prendete la METRO L1 ROSSA e scendete alla fermata URQUINAONA per fare cambio con la METRO L4 GIALLA e scendere alla fermata BARCELONETA.

Se siete in voglia di una passeggiata marittima di circa 30′ allora la vostra fermata della Metro dovrà essere CIUTADELLA / VILA OLIMPICA.
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Da qui raggiungerete i due grattacieli MAPFRA ed arrivati sul lungomare girate a destra.
Alle vostre spalle ci sarà il Peix d’Or, una installazione in onore dei Giochi Olimpici del 1992.

La camminata che inizia lungo il Passeig Maritim Barceloneta fino a Plaça del Mar sarà bellissima.
Proseguite poi in Passeig Joan de Borbó. A pochi passi dalla METRO L4 GIALLA – BARCELONETA tirate fuori gli smartphone per un selfie.. c’è una buffa scultura!
El Cap de Barcelona, meglio conosciuta come La Cara de Barcelona, opera di Roy Lichtestein, che con i suoi 15 metri di altezza è un’altra delle opere installate in onore dei Giochi Olimpici del 1992 che hanno trasformato la città.

Lo stile Pop-Art ci riconduce senza fatica a Joan Miró, così pure all’architetto Antoni Gaudí omaggiato con l’utilizzo del trencadis tipico del modernismo catalano del primo Novecento (le mattonelle spezzettate).
Non tanto lontano, percorrendo la passeggiata che fiancheggia il porto incontrerete il Gambrinus un gambero gigante conosciuto come La Gamba de Mariscal che era il simbolo dell’omonimo ristorante sul finire degli anni ’80.
Ora esiste solo la bellissima passeggiata ma questa “insegna” ci è rimasta come testimonianza della stravaganza dei catalani.

 

Barcellona vista dall’alto

Il nostro punto di riferimento è comunque la colonna di Cristoforo Colombo.
L’esperienza di poter vedere Barcellona dall’alto ci è permessa grazie al comodo ascensore all’interno della stessa che si trova al centro di una trafficata rotatoria.

Prima di salire potete fare un giro intorno alla sua base potremo leggere nelle raffigurazioni in bronzo la storia della presentazione da parte di Colombo ai reali spagnoli del suo progetto verso le Indie e pure il ritorno con i primi indigeni sud americani.

Grazie a questo mio consiglio avrete una emozionante vista sulla città di Barcellona: sicuramente un bel premio per questa esperienza molto, ma molto turistica.

 

Vamos de Rambla!

Il viale alberato che si addentra verso la città si chiama Las Ramblas… fra poco ci arriveremo!
Superata la rotatoria, eccoci in Plaça del Portal de la Pau, l’inizio de Las Ramblas: uno splendido percorso pedonale che ci permette di incontrare artisti di stradapittoricaricaturisti e le famose “statue”: offritegli un euro e fatevi salutare da questi artisti che in molti casi vivono proprio di questo!

Avete già voglia di una pausa in un bar meravigliosamente sorprendente?
Poco dopo aver messo piede sulla Ramblas alla vostra destra noterete l’insegna del Museu de Cera… no tranquilli, non sono andato a vedere quello di Madame Tussauds a Londra figuratevi se vi faccio perdere tempo qui.
In realtà questo è anche l’ingresso de El bosc de les fades (Il bosco delle fate) un particolare locale – apre alle 10:00, dove potrete bere una bibita o se siete già in vena anche di un cocktail, totalmente immersi in un bosco con ambientazioni da fiaba

Ora dirigiamoci lungo Las Ramblas: dopo gli artisti di strada iniziando ad incontrare i chioschi di volatili in gabbietta e poi i fiorai ed infine le edicole con souvenir di ogni fattura.
Sulla sinistra dovrete cercare Carrer Nou de la Rambla e dopo pochi passi avrete l’onore di ammirare uno degli edifici più famosi dell’architetto Antoni Gaudí: il Palau Güell.

Ferro battuto e legno, marmi e vetrate saranno i protagonisti di un palazzo che vi lascerà a bocca aperta: ancor di più lo sarà la terrazza dove inizierete a confermarmi quanto è folle Barcellona!

Tornati sulle Ramblas sul lato opposto entrate in Carrer de Colom verso la bellissima Plaça Reial.
Se non avete fatto la pausa al El bosc de les fades e volete una pausa caffè vi consiglio il mio posto preferito: OCANA, un bar dove l’arredamento stravagante è pura pazzia!

Nella piazza, oltre alla fontana potrete ammirare una delle prime opere di Gaudí ovvero i suoi lampioni.

Siamo nel 1878. Antoni Gaudí a 26 anni si è appena laureato come architetto..
Ha già collaborato come assistente con Josep Fontserè i Mestre per la creazione della cancellata all’ingresso del Parc de la Ciutadella quando il Comune di Barcellona gli commissionò la progettazione delle luminarie pubbliche di questa piazza.
Il giovane architetto effettuò due diversi progetti: uno con lampioni a sette braccia ed uno a tre.
La parte sicuramente più originale dei lampioni di Gaudí è la cupoletta con un caduceo con due serpenti ed un casco con le ali, simbolo di Mercurio – il dio romano del commercio, l’attività con la quale Barcellona si identificava in quel preciso momento storico.

Se guardate bene i due lampioni in Plaça Reial hanno solo sei braccia e non sette come Gaudí aveva progettato.
La motivazione è data dal fatto che il comune si era lamentato dell’elevato costo costringendolo ad una riduzione del progetto.
L’architetto non volendo cambiare i materiali previsti, tanto meno la lavorazione degli stessi, diede solo una piccola “sforbiciata”.
Un decennio dopo aver creato i lampioni di Plaça Reial, nel 1890 venne incaricato per quelli di Plaça de Palau, all’ingresso dell’attuale Barceloneta utilizzando il progetto a tre braccia.
Dopo di questi l’architetto chiuse definitivamente le collaborazioni con l’amministrazione comunale.

Ora immergetevi nuovamente nel fiume alberato: fra poco camminerete sopra un’opera d’arte degli artisti chiave di Barcellona. Joan Miró.
Alla vostra sinistra l’elegante palazzo del Gran Teatre de Liceu, semplicemente conosciuto come El Liceu.

È il teatro più antico e prestigioso di Barcellona, nonché uno dei teatri d’opera più importanti al mondo.
Nei pressi della sua biglietteria se siete fortunati sentirete le arie più conosciute e magari riconoscerete le voci degli artisti che si sono esibiti in questi 150 anni di storia.
Nel video che segue vi ho trovato una bellissima presentazione di questo monumento.

Sul lato opposto del teatro invece c’è uno stravagante palazzo con ombrelli, ventagli e dragoni!

Progettato dall’architetto Josep Vilaseca i Casanova è la Casa Bruno Cuadros, al numero 82 de Las Ramblas.
Xilografie giapponesi, un dragone cinese in ferro battuto che regge una lampada: ci vuole veramente un selfie!

Riprendete la marcia sulle Ramblas: ora vi chiedo di fare molta attenzione alla vostra sinistra.
Al civico 91 vi troverete di fronte a oltre 170 anni di storia: è il Mercato de la Boqueria.
Nato agli inizi del XVII secolo è uno fra i mercati più antichi di Spagna.
Il bellissimo colonnato del mercato all’aperto che nel 1914 ha ricevuto l’attuale copertura metallica, racchiude oltre 300 banchi di frutta, verdura, dolci, carni e pesce.

Vi avevo già detto che a Barcellona si mangia spesso???
Ah no? Beh capirete da soli che con uno simile spettacolo sarebbe un peccato non fermarsi a pranzo per degustare Tapas e bere Cava (come il nostro spumante)!
Bar PinoxtoQuim de la Boqueria e Kiosko Univeral sono caratteristici per il servizio alla “barra”.
Se proprio volete fermarvi al tavolo (sempre se riuscirete a trovarne uno libero) allora cercate Casa Guinart.

In realtà per la pausa pranzo l’ideale sarebbe fermarsi tra circa un’oretta buona… magari in un altro mercato o in una piazza caratteristica che ho in programma di farvi vedere…
Se non siete dunque in necessità di rifocillarvi comunque un giro tra i banchi lo dovete fare.

 

La dolce storia di Barcellona

Tornati su Las Ramblas voltate a sinistra: vi porto nel tempio della pasticceria barcellonese.
Giunti al civico 83 c’è la Pasticceria Escribà che dal 1906 delizia i palati con creazioni tradizionali, rivisitate e fantastiche.
Il caffé espresso non è male… ma noi siamo italiani: non ci andrà mai bene!

Io sono goloso quindi mi fermo ogni volta per assaggiare una cosa sempre diversa: un macarons, un labios de fresa, una monas…

Las Ramblas ci aspetta nuovamente e sul lato destro a circa 200m entrate in Carrer de Santa Anna percorrendola tutta.
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Superato quel viale pedonale largo che è Portal de l’Angel proseguite in Carrer Comtal.
Ora siete su Via Laietana: una piccola virata a sinistra e subito a destra avrete di fronte una torre in mattoni che ci annuncia uno spettacolo architettonico fenomenale.
Siete di fronte al Palau de la Musica Catalana.

Progettato all’inizio del 1900 da Lluís Domènech i Montaner è il simbolo della nuova architettura modernista catalana voluto da Orfeó Català per essere il “giardino della musica”.
Se c’è una cosa che posso suggerirvi ad occhi chiusi è proprio questa visita.
L’ingresso è consentito solo in modalità di visita guidata: quella in italiano è sempre alle ore 14.00. In ogni modo con la mia guida sotto mano non avrete problemi anche in altri orari…

Uscendo sulla destra, in Carrer Sant Pere Més Alt fiancheggerete la Casa de la Seda.

In epoca medievale le diverse professioni di Barcellona si dividevano in corporazioni.
Nel caso della lavorazione della seta questo avvenne nel 18mo secolo.
La sua bellezza architettonica fu da subito motivo d’invidia nella società.

Oggigiorno è bene culturale d’interesse nazionale e conserva sulla sua facciata graffiti barocchi originali dell’epoca della sua costruzione.
È una gran fortuna essere a Barcellona in questo momento perché questo palazzo è stato aperto al pubblico solo recentemente. Siete curiosi di scoprire le bellezze architettoniche ed artistiche di Casa della Seta?

Proseguite lungo Via Laietana (seguendo il senso di marcia) e poco dopo imboccate Carrer del Dr Joaquim Pau e poi subito a destra Carrer del Sagristans.
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Vi troverete sulla destra in una “anonima” piazzetta: siete in Plaça d’Isidre Nonell e sulla parete in fondo scorgerete una bellissima installazione dell’artista Joan Fontcuberta: “El mundo nace en cada beso”, con 4.000 piastrelle che formano un bacio.

Avvicinatevi sempre più e mettete a fuoco le immagini ritraenti i lettori del quotidiano El Periodico.
Questa opera del 2014 è uno degli atti di commemorazione del Tricentenario del 1714: è la metafora perfetta della Catalunya che ricorda i fatti della caduta della città ed incoraggia ad affrontare il futuro.
Dice l’artista:

“Invece di un muro del pianto, un muro di allegria, una proposta ottimista per il futuro”

 

Verso il cuore di Barcellona

La camminata prosegue lungo Carrer dels Capellans e vi troverete dritti dritti in Plaça de la Catedral.
Entrate e scoprite la bellezza gotica di questo monumento del XIII secolo.

La Cattedrale è dedicata alla Santa Creu (la Santa Croce) e a Santa Eulalia, la patrona di Barcellona che si festeggia il 12 febbraio.
Fu costruita in stile gotico sui resti delle precedenti chiese risalenti al V° secolo.
Davanti a noi la facciata, fiancheggiata da due torri con alti pinnacoli, è ornata con una gran profusione di immagini di angeli e santi.

Per poter ammirare la Cattedrale gratuitamente vi rimando alla pagina dedicata
[ + orari Cattedrale ]
All’interno proseguirete la vostra visita verso il chiostro per un fantastico momento di meditazione.

Se capiterete in orario a pagamento sappiate che il piccolo “obolo” che versate all’ingresso serve soprattutto per i continui restauri che vengono operati.

Usciti dal chiostro sarete direttamente in Plaça de Garriga i Bachs davanti al monumento in bronzo “dei cinque martiri” che commemora i giustiziati in seguito ad un tentativo di rivolta contro le truppe francesi durante l’occupazione della città nel 1808.
La strada a destra della piazzetta è Carrer de Montjüic del Bisbe e vi condurrà in Plaça Sant Felip Neri.

La piazza è stata ricostruita dopo l’esplosione della bomba sganciata dall’aviazione italiana fascista durante la guerra civile: i muri circostanti riportano ancora la testimonianza di questo tragico evento del 30 gennaio 1938 che causò la morte di quarantadue persone, la maggior parte bambini rifugiatisi nei sotterranei della chiesa.
Se avrete voglia, la vera magia di questa piazza si vive di sera, alla luce dei lampioni, magari con la fortuna di ascoltare un chitarrista in un angolo della piazzetta.

Tornate su Carrer del Bisbe dove alla vostra destra incontrerete il Pont del Bisbe che sembra quasi di essere a Venezia!
Questo passaggio privato collega Casa dels Canonges (Casa dei canonici) al Palau de la Generalitat.
State camminando dentro al Barrio Gotico, la vera anima di Barcellona e la prossima tappa sarà Plaça Sant Jaume dove due palazzi uno di fronte all’altro stanno raccontando la storia moderna della Catalunya: a destra il Palau de la Generalitat de Catalunya e di fronte l’Ajuntament (il municipio).

Ora vi porto verso la mia cattedrale preferita: girate a sinistra lungo Carrer de Jaume I e arrivati in Plaça de l’Angel, dopo aver attraversato Via Laietana prendete la stradina sulla destra: Carrer de l’Argenteria.
Dritti dritti sarete di fronte alla chiesa gotica di Barcellona per eccellenza: Santa Maria del Mar.

Avete notato che tutte le piazzette della città sono sempre un ottimo pretesto per una pausa in una “terrazza” (dehor) di un bar?
Inutile suggerirvi che se volete descansar (riposare) basta accomodarsi e ordinare qualcosa al camarero!

Se avete voglia di vedere Barcellona dall’alto delle terrazze dei tetti della basilica questo è il momento giusto: però programmate bene il vostro tempo perché gli orari di ingresso non sono sempre disponibili…

Percorrerete le viscere di Santa Maria, toccando i suoi pilastri decantati nell’opera letteraria di Ildefonso Falcones “La cattedrale del Mare”, e calpesterete le sue tegole con una vista della città proprio dal suo cuore gotico!

Sul lato destro della chiesa c’è una piazza delimitata da un muretto basso e con una installazione al quanto strana: è il Fossar de les Moreres.
La monumentale fiaccola in metallo rosso dalla perenne fiamma è il cimitero dei Gelsi uno dei luoghi più emblematici e amati dagli abitanti della città e di tutta la Catalunya.
Creato nel XII secolo è stato il camposanto minore della Basilica e fu utilizzato per sotterrare i caduti durante l’assedio borbonico del 1714.
Al tempo il perimetro del camposanto era circondato da alberi di gelso (moreres).

Al fossasr de les moreres
no s’hi enterra cap traïdor;
fins perdent nostres banderes
serà l’urna de l’honor

 

Continuiamo il giro per Barcellona?

Proseguendo la vostra camminata da qui arriverete prima in Passeig del Born e di fronte a voi avrete il magnifico Mercat del Born.
Ma fate attenzione: non ci sarà alcun banco di frutta e verdura o di carni e pesce…

Inaugurato nel 1876 non è riuscito ad essere competitivo rispetto ai già noti Boqueria e Sant’Antoni.
Per questo motivo sul finire degli anni ’20 l’amministrazione comunale convertì questo spazio all’ingrosso di frutta e verdura anche per la sua prossimità alla stazione del Nord.

L’operatività cessò nel 1971 prevedendo un restauro globale che però fece riaffiorare reperti archeologici settecenteschi correlati all’assedio della città di Barcellona del 1714.

L’11 settembre 2013 l’ex mercato riprende vita come El Born Centre Cultural, un centro espositivo ad ingresso libero per visitare il giacimento emerso e dove alberga l’esposizione permanente “Barcelona 1700. De les pedres a les persones” (…dalle rocce alle persone) più un bar ed un bookshop.

Per completare la giornata credo che un bel parco sia un premio meritato: il Parc de la Ciutadella è proprio dietro al Mercat del Born.
Per molti anni è stato l’unico parco della città: il suo nome deriva dal fatto che fu costruito sugli antichi terreni della fortezza cittadina (La Ciutadella), ad immagine e somiglianza dei Jardin du Luxembourg di Parigi.

All’interno del parco sono presenti lo Zoo di Barcellona e l’Arsenale della Cittadella, attuale sede del Parlamento della Catalunya.

Era il 1888 quando il sindaco Francesc Rius i Taulet colse l’occasione dell’Esposizione Universale per costruire un parco nei terreni disabitati della cittadella demolita.
Antoni Gaudí aiutò l’urbanista Fontserè nella costruzione della fontana con la cascata che ora culmina con un gruppo scultoreo La quadriga de l’Aurora in ferro battuto (verniciato in oro).

Lluís Domènech i Montaner (l’architetto del Palau de la Musica Catalana) fu incaricato di progettare il Castell dels Tres Dragons, inaugurato per l’esposizione come ristorante e divenuto successivamente sede del Museo di zoologia fino al 2011 ed ora sede dei Laboratori Natura, dipartimento del Museo di scienze naturali di Barcellona.

È ora di tornare in albergo: uscendo dal parco ci dirigiamo verso l’Arc de Triomf, anche questo costruito in occasione dell’Esposizione Universale del 1888, in stile mudejar (termine spagnolo derivato dalla parola araba mudajjan che in parole povere significa “adattato all’arte islamica”).

A differenza di altri archi di trionfo che celebrano le vittorie militari questo ha un carattere più civile in quanto celebra il progresso artistico, scientifico ed economico.
Se ci passate vicino vedrete gli scudi delle 49 province spagnole.

A due passi avrete la METRO L1 ROSSA che prenderete con direzione Hospital de Bellvitge per scendere alla fermata PLAÇA CATALUNYA (centro della città).

 

Ancora due passi?

Se avete ancora voglia di vivere la città dedichiamoci allo shopping perché di domenica i negozi a Barcellona sono chiusi!
Se vi dirigerete verso Passeig de Gràcia avrete anche una anteprima di quello spettacolo dei palazzi modernisti della Manzana de la discordia tra i quali Casa BatllóCasa Amatller

 

Una cena da toreri!

Salendo sulla terrazza del Centro Arenas, anche con l’ausilio dell’ascensore esterno, in Plaça d’Espanya (METRO L1 ROSSA – fermata ESPANYA) oltre a godere di una fantastica vista a 360° sulla città potrete scegliere il ristorante per i vostri gusti.

Tradizionale catalano, italiano, giapponese, più o meno turistico,… a voi la scelta!
Io mi fermo volentieri al Quinto Quinta: la paella è molto buona, il servizio cordialissimo ed il conto non troppo esagerato!

Una volta cenato e fatte mille foto dalla terrazza, scendete e superate la piazza dirigendovi verso quelle due torri (che sembrano rubate da Piazza San Marco a Venezia!).
Quando raggiungerete la fontana ellittica ai piedi del Palau Nacional sede del Museu Nacional d’Art de Catalunya assisterete ai giochi d’acqua e musica.
È la Font màgica de Montjüic, costruita in occasione dell’Esposizione Universale del 1929.

Gli orari degli spettacoli variano di stagione in stagione: consultate la pagina dedicata per non perderveli.
Sullo sfondo le Quattro Colonne di Joseph Puig i Cadafalch, demolite in epoca franchista e ricollocate nel 2010.

È stata una giornata intensa… i piedi bollono sicuramente.
Se avete voglia di un cocktail prima di tornare in hotel tornate in Plaça Reial da OCANA.
Oltre ad essere un bellissimo locale i drink sono fa-vo-lo-si!

A domani!

due giorni di grandi passioni, SECONDO GIORNO