CARRER D’ESTRUC e la sua leggenda…

In Carrer d’Estruc sono affisse due targhe. In entrambi i lati della strada, che siate entrati da Carrer Fontanella o da Carrer Comtal, lei vi darà il benvenuto nella strada più terrificante di Barcellona.

 

Dove si trova Carrer d’Estruc

INDIRIZZO Carrer d’Estruc s/n
METRO L1 ROSSA / L3 VERDE / L6 VIOLA / L7 MARRONE – fermata PLAÇA CATALUNYA
METRO L1 ROSSA / L4 GIALLA – fermata URQUINAONA
A PIEDI a pochi passi da Plaça Catalunya

 

La Barcellona insolita e segreta…

La targa al civico 14 recita:

All’inizio del XV secolo, la gente chiamava questa strada “via Astruc Sacanera” in onore dell’astrologo e mago Sacanera.

Non a caso in questa strada si vendeva la “pietra escurçonera”, che aveva il potere di guarire dalla rabbia e dalle punture di insetti.
Sacanera era infatti noto per la sua polvere e per la pietra che vendeva per guarire dalle punture di insetti e morsi di rettili, anche dei più velenosi.

 

Astruc in catalano… una macabra sorpresa

La parola Astruc e le altre sue varianti Struc, Estruch e Estruc, oltre a indicare un rimedio medicinale, nel Medioevo designava gli stregoni ed i guaritori.
Scavando negli archivi in merito all’etimologia di questa parola però si scopre anche che Astrugança significa anche “fortuna”.

I due medaglioni che si vedono in alto a destra ed in basso a sinistra sono due talismani che contengono simboli cabalistici e formule magiche in lingua ebraica.
Invocano protezione per chi si trovasse qui davanti o nella strada.

E vi assicuro che di fortuna ce ne vuole veramente tanta se percorrete questa strada nel buio della notte…

La seconda targa la troviamo al civico 22
Sembra un talismano dai poteri magici dove il numero civico viene rappresentato da due serpenti.
Fino alla fine dello scorso secolo in questa via c’era una libreria ed un negozio etnico, entrambi di proprietà della famiglia Estruch.
Il titolare qui vendeva le cose più strane che trovava durante i suoi viaggi intorno al mondo.
Poi la libreria ha chiuso e con essa finì l’ultimo ricordo magico della famiglia ebrea degli Estruch.

Questo era il punto esatto dove si vendeva la famosa pietra escurçonera, nera come la pece, dove la parte scheletrica della testa di un serpente, applicata sulla lesione aderiva perfettamente assorbendo tutto il veleno.
Appena finito il suo magico ed incredibile compito si staccava misteriosamente da sola.

La targa è un talismano con inciso al centro il numero civico con due serpenti, oltre alle parole in ebraico che invocano l’aiuto dell’Altissimo (Tetragrammaton Jehovah) e dell’angelo del Salvatore (Jelah Emmanuel).

 

Carrer d’Estruc, dalla magia al terrore 

Volendo uscire dall’ambito magico ed entrare in quello del terrore c’è una leggenda che riguarda la moderna regione Ampurias, nei pressi di Girona che racconta le gesta di Estruga che in catalano antico significa anche “vampiro”.

La parola “Estruga”, deriva da “estriga” ovvero un vampiro slavo con due teste e due anime.
Il Generale Estruch era un valoroso condottiero che che combatteva per la Corona di Aragona.
Fu inviato nei pressi di Figueras un luogo di impronta fortemente pagana dove ancora si praticavano antichi culti iberici antecedenti il Cristianesimo.
Estruc usò metodi brutali per convertire gli abitanti delle terre sopprimendo la pratica di quei culti pagani, intrisi di magia e occultismo.
Per questo fu colpito da una maledizione e dopo la sua morte uscì dalla sua tomba nelle sembianze di quand’era giovane ma trasformato vampiro seminando terrore in tutta la Catalogna.
Un’altra leggenda invece vuole il generale Esturc ricomparso come morto vivente a seguito di un maleficio di un suo soldato a cui il generale aveva vietato di sposare sua figlia.

Oggi giorno la memoria del Conte Estruc è ancora viva tant’è che le espressioni “tenir malastruc” o “mala astrugancia” indicano la mala sorte.

Infine perché una strada che porta il nome del Conte?
Un’ultima leggenda vuole che i figli del conte, considerati figli del demonio, dovettero lasciare il loro paese di origine e trasferirsi a Barcellona dove appunto acquistarono una strada e alla quale diedero il proprio nome.

 

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