Casa Batlló

Tutte le info per vivere Casa Battló, la casa di Barcellona

Aperta 365 giorni l’anno, dal lunedì alla domenica dalle 9:00 alle 21:00, con ultimo ingresso alle 20:00, Casa Batlló la trovate in Passeig de Gràcia, una delle strade più importanti di Barcellona arricchita da negozi ed atelier famosi nonché da importanti edifici modernisti.
Capolavoro e gioiello dell’architettura di Antoni Gaudí, Casa Batlló è il punto di riferimento del modernismo.

 

Visitare Casa Batlló per vivere tutte le esperienze

INDIRIZZO Passeig de Gràcia 43
METRO L2 VIOLA / L3 VERDE / L4 GIALLA – fermata PASSEIG DE GRACIA
BUS 7, 16, 17, 22, 24, H10, V15
A PIEDI a meno di 10 minuti da Plaça Catalunya

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ORARIO e BIGLIETTO d’ingresso per Casa Batlló

ATTENZIONE Ricordatevi di stampare il .pdf all’interno del voucher ricevuto per email: solo con questo potrete effettuare l’ingresso!

ORARIO LU – DO dalle 9 alle 21 (ultimo ingresso ore 20)
AUDIO GUIDA italiano, catalano, spagnolo, francese, inglese, tedesco, cinese, giapponese, coreano, russo e portoghese.
DURATA 1 ora circa.
GRATUITO per i minori di 7 anni.
RIDOTTO per minorenni (da 7 a 18 anni), studenti è più di 65 anni. È indispensabile presentare un documento di identità.
La struttura dispone di servizi per non vedenti, non udenti e persone in sedia a rotelle; l’ascensore arriva ai solai (non fino alla terrazza!).

Avrete accesso a tutta la casa, dal piano Nobile fino alla terrazza, con l’ausilio di una SMART GUIDE per scoprire l’immaginario di Gaudí in realtà aumentata.

 

Casa Batlló, la Casa di Barcellona e l’Eixample

Anno 1902. L’ingegnere Ildefonso Cerdá ha già attuato il suo piano di riforma urbana ed il quartiere dell’Eixample è una realtà.
Isolati tutti uguali, strade che delineano una scacchiera in netto contrasto con il centro storico della Ciutat Vella fatto di labirintiche strade avvolte dalla Medioevale e gotica Barcino.


In questa foto d’archivio è chiara l’idea della linearità e del canone del Piano Cerdá.
Quel palazzo con il tetto a punta che sbuca impunemente è Casa Amatller, del noto industriale di cioccolata che commissionò a Josep Puig i Cadafalch nel 1898 la propria residenza cittadina.

L’architetto Antoni Gaudí aveva già eretto Casa Vicens e da quasi 19 anni era alla direzione della Sagrada Familia.
Il suo curriculum si era già arricchito di Palau Güell, Casa Calvet, Torre Bellesguard e Park Güell.

L’immobile al civico 43 di Passeig de Grácia venne comprato da Josep Batlló i Casanovas, un ricco uomo d’affari nel settore tessile, membro della dinamica borghesia catalana.
Sicuramente deluso dal confronto con l’adiacente Casa Amatller, caratterizzata dalla facciata con motivi gotici catalani e fiamminghi, si rivolse al cinquantenne Antoni Gaudí.

Dopo aver ricevuto la totale libertà progettuale ed economica per il rifacimento della facciata e degli interni, l’architetto nel 1901 presentò all’amministrazione comunale la domanda di demolizione dell’edificio, in modo da poterne costruire uno nuovo.

In realtà l’idea di Gaudí era molto più ambiziosa assicurando al proprietario che la sola ristrutturazione del fabbricato esistente sarebbe stata sufficiente.
Così dal 1904 per i due anni successivi Gaudí si tenne occupato lavorando alla ristrutturazione della facciata, ad una ridistribuzione delle parti interne ed aumentando di ulteriori due piani l’edificio.

L’architetto non si curò affatto di rettificare il progetto su indicazione delle autorità ed il disaccordo apparentemente formale con il genio civile era dovuto al fatto che Gaudí forniva come risposta solo degli schizzi con poche informazioni riguardo l’edificio da costruire, in questo caso da ristrutturare.

 

La visione di Gaudí

La maturità stilistica dell’architetto era più che definita: il suo modus operandi architettonico era uscito dal mero accademismo e rifletteva una visione totalmente personale e originale.
L’esuberanza creativa è comunque legata alla funzionalità ed ogni elemento ha un suo preciso scopo, non solo decorativo o architettonico.
Luce, areazione, comodità sono gli elementi fondamentali per una “fruizione sana e confortevole del sistema edilizio”.
Così le scale, il patio, le finestre, la mansarda ed i corridoi diventano protagonisti al pari dei saloni e delle terrazze.

 

Casa Batlló, la nuova grande bellezza di Barcellona

Nel 2019, per i primi mesi dell’anno, Casa Batlló ha vissuto una ristrutturazione tanto necessaria quanto attesa.
Ho incontrato la responsabile comunicazione per scoprire i nuovi tesori di Casa Batlló.

CASA BATLLÓ, LA RISTRUTTURAZIONE

 

Visita guidata alla facciata di Casa Batlló

Ai piedi di Casa Batlló saremo circondati da cittadini di mezzo mondo, tutti a faccia in su ammirando così tante stranezze da non capire esattamente se stiamo entrando in una casa incantata, magica, o in un museo fantastico. In effetti Casa Batlló è tutto questo.

Le colonne al piano terra, che appoggiano sulla passeggiata del viale, ci sembreranno zampe di elefanti.
Ed è solo l’inizio perché gli elementi naturali e fantastici sono armonicamente miscelati con più riprese passando dall’art nouveau all’arte gotica senza nette distinzioni.

Il movimento della facciata è ondulato, vibrante. E’ una chiara dichiarazione di negazione alle linee rette incompatibili con la natura.
In merito a questo argomento vi ho preparato un articolo speciale intitolato
“GAUDÍ, LA NATURA E LE CURVE”

Spariranno gli angoli e la materia si manifesterà abbondantemente nelle sue rotondità astrali: il sole vi penetrerà per i quattro lati e sarà come un’immagine del paradiso.
… e così il mio palazzo sarà più luminoso della luce.
(Antoni Gaudí)

Il rivestimento ceramico della facciata di Casa Batlló, che alla luce del sole sembra liquido e trasparente, ne conferisce un aspetto fiabesco ed i dischi di maiolica frammentata e dei vetri decorati aumentano all’ennesima potenza l’effetto di una “ribollente superficie di un’onda del Mediterraneo”.


La facciata di Casa Batlló sembra coperta da una manciata di coriandoli variopinti che evocano il carnevale di Venezia probabilmente potenziati da terrazze a forma di maschera dove ogni singola cromìa esalta l’effetto della luce durante tutto l’arco della giornata donandole incanto.

Dice di lui Rainer Zerbst, uno dei massimi biografi dell’architetto: “si ha l’impressione di essere di fronte alla creazione di una mente staccatasi dalla realtà per immergersi nei propri sogni e nelle proprie visioni”.

I balconi della facciata di Casa Batlló sono paragonabili a più forme, dalle maschere teatrali a pipistrelli, dalle alghe marine ai crani umani, che hanno portato al soprannome popolare di “Casa de los huesos” ovvero Casa delle ossa, considerando anche la forma dei pilastri ben evidenti al piano nobile.

Il tutto culmina con il tetto che crea un pendio anch’esso ricoperto da tessere di maiolica più evidenti che sembrano scaglie di un rettile o di un drago.
Qui trovano spazio i comignoli ed una torretta cilindrica a forma di cipolla, decorata con gli anagrammi di Gesù (IHS), Maria (M con la corona ducale) e Giuseppe (JHP) sormontata dal classico “pennacchio” gaudiano a forma di croce orizzontale orientata sui punti cardinali.

La tribuna del piano nobile di Casa Batlló è l’elemento caratterizzante della facciata e l’effetto che avrete dall’interno sarà ancor più stupefacente.
E’ interamente realizzata in pietra arenaria e composta da cinque aperture tonde intervallate da colonne che sembrano ossa: queste finestre sono dotate di un particolare sistema meccanico-manuale di apertura tale da permettere una perfetta areazione dell’ambiente.
I telai della grande finestra sono in legno e nella parte superiore, per creare un effetto di riparo dai raggi solari, sono state create delle vetrate colorate.

Il disegno della facciata principale ha cancellato ogni traccia precedente mantenendo però la originaria disposizione delle finestre, modellate e inglobate in quella onda che con i riflessi del sole ci incantano in una continua estasi.
Dal secondo al quinto piano hanno trovato posto numerosi balconi: nel progetto originario non figuravano e solamente al termine dei lavori furono aggiunti.

 

La leggenda di Sant Jordí in Casa Batlló

L’intero edificio di Casa Batlló è stato anche analizzato sotto il punto di vista storico partendo sempre dalla fervente religiosità dell’architetto.
Continui sono i rimandi al famoso episodio di San Giorgio che uccide il drago, appunto simbolizzato dal tetto e dall’aspetto scheletrico di balconi e colonne, mentre la torretta bianca rappresenterebbe la metafora della spada del santo.

VIVI LA LEGGENDA DI SANT JORDÍ

Entrare in Casa Batlló, una visita piena di magia

Visitare Barcellona e perdere tempo nelle code davanti ai principali monumenti non è una grande idea.
Per questo motivo vi raccomando in ogni mio articolo di prenotare i biglietti d’ingresso.
Anche per Casa Batlló vi suggerisco i link con sconti e SALTA LA FILA

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L’accesso a Casa Batlló dal piano terra già ci preannuncia per mezzo della sua vistosa scala l’idea stilistica di Gaudí.
Qui vi erano le scuderie, che tutt’ora ospitano in uno spazio ristrutturato sale riunioni e convegni.
Ceramica, marmo, ferro battuto e legno si alternano ed evidenziano sempre una meticolosa cura dei dettagli.

I mattoni, che Gaudí sa utilizzare in modo magistrale non compaiono mai. Sono sempre celati da decorazioni in “trencadis”, in tutta la casa, dentro e fuori.

Il piano nobile di Casa Batlló che ospitava la famiglia Batlló è diviso in tre zone: la più importante si affaccia su Passeig de Grácia dove troviamo il grande salone.
Intorno al cortile interno che nutre la casa della luce naturale, troviamo un vestibolo, la cucina, i bagni, mentre nella parte posteriore avremo le camere da letto e la stanza da pranzo.


Arriviamo nella prima terrazza. E’ interamente decorata in trencadis con lo stesso motivo che abbiamo trovato sulla facciata principale.
Gli interni si fondono e le pareti evidenziano una totale assenza di spigoli e linee rette.

La visita guidata di Casa Batlló prosegue salendo le scale che ci mostreranno in modo alternato i due cavedi (cortili interni) con una progressiva variazione cromatica.
Se ai piani bassi le ceramiche sono cerulee, man mano che saliamo varieranno all’azzurro, al turchese, fino al blu oltremare che prenderà il sopravvento esclusivamente nella parte più alta.

I quattro piani originari dell’edificio durante la ristrutturazione ricevono due piani aggiuntivi dove Antoni Gaudí applica in modo magistrale l’arco catenario potendo distribuire in modo omogeneo i carichi eliminando la necessità di colonne e contrafforti.

Sembra di essere dentro una caverna o all’interno di una cassa toracica di una balena.

La perfetta areazione del piano ha permesso la collocazione della lavanderia, potendo lavorare senza il pensiero di umidità e muffe.
Due scale a chiocciola ci porteranno alla terrazza. Non è una somma di tegole e dietro la sua bellezza scenica si cela un utilizzo funzionale come il recupero delle acque piovane, la ventilazione dello stabile o la già menzionata illuminazione interna.

I comignoli sono “guardiani” con tanto di elmetto e diversamente da quelli della Pedrera qui sono decorati in trencadis e la plasticità scultorea delle linee che si affacciano su Passeig de Grácia completano la connotazione della personalità di questo edificio.

La terrazza è decorata con ceramiche cangianti dal rosa al blu al verde e la linea arcuata che si snoda per tutta la larghezza dell’edificio aumenta l’immaginazione verso una creatura mitologica, immobile e silente.
Pare che da un momento all’altro debba tornare alla realtà.

Avreste mai pensato di vivere una simile esperienza?
Mi ricordo di quando sono venuto qui con i miei genitori in occasione del viaggio di nozze per i cinquant’anni di nozze.
La loro meraviglia, stupore e gioia difronte a così tanta estrosità si leggeva nei loro occhi sigillando definitivamente il mio amore per questa città.

Grazie Gaudí
e grazie Casa Batlló, te echo de menos!