CINQUE COSE IMPERDIBILI VICINO ALLA CATTEDRALE

Se siete arrivati in Plaça Nova.
Siete davanti all’ingresso del Barrio Gotico.
Cattedrale a parte avete a disposizione 5 cose di Barcellona da conoscere e da non perdere.
5 luoghi da veri INSTAGRAMER oltre ad essere 5 luoghi di storia e cultura.

 DUE OPERE D’ARTE
Plaça Nova è il punto d’incontro tra la Barcellona romana gotica ed il cubismo.
Qui c’è il Col-legi d’Arquitectes de Barcelona dove sulla facciata sarete davanti ad un’opera di Pablo Picasso a cielo aperto. All’interno c’è un bellissimo book-shop.
Nella piazza trovate anche la scultura del poeta e artista catalano João Brossa: Colonia Julia Augusta Faventia Paterna Barcino.
O semplicemente Barcino, il nome romano dell’odierna Barcellona.
Sette grandi lettere per giocare con un momento da veri instagrammer.

 EL MUNDO NACE EN CADA BESO
Fiancheggiate sulla destra l’edificio con quell’enorme murales di Picasso.

Questo murales nasce in occasione del tricentenario della caduta catalana durante la guerra di Successione spagnola, l’11 settembre del 1714.
Il fotografo Joan Fontcuberta e il ceramista Antoni Cumella, in collaborazione con El Periodico de Catalunya, hanno realizzato questa opera per mezzo di 4000 tasselli di ceramica, che tutte insieme formano due labbra nel punto di baciarsi.

Se vi avvicinate noterete che i soggetti di queste fotografie sono la gente comune.
Infatti il quotidiano El Periodico ha reso protagonisti di questo progetto i propri lettori invitandoli ad inviare la loro fotografia come espressione del “vivere liberi”.

Dal 2014 questa opera è sicuramente uno dei siti da INSTAGRAMMARE.

A lato del mosaico vi è una targa con la inscrizione:
Este fotomosaico mural ha sido realizado con la contribución de miles de ciudadanos que han aportado imágenes personales interpretando el lema “momentos de libertad”. El proyecto forma parte de la conmemoración del Tricentenario de los hechos de 1714 en Barcelona. El ruido de un beso no es tan ensordecedor como el de un cañón, pero su eco es más duradero.

Questo fotomosaico murale è stato realizzato con il contributo di migliaia di cittadini che hanno inviato le loro fotografie interpretando il tema “momenti di libertà”.
Il progetto è parte della commemorazione del Tricentenario dei fatti del 1714.
Il rumore di un bacio non così tanto rumoroso come quello di un cannone, però è più duraturo.

 PLAÇA RAMON BERENGUER EL GRAN
In onore del Conte di Barcellona, su di un cavallo si erige questa statua che domina l’intera piazza.
La meraviglia di questo luogo sono ovviamente le mura romane dove possiamo ammirare la Cappella Reale di Santa Agata costruita nel XIV secolo.

Questa piazza risale agli inizi del IV secolo a.C. quando un muro romano era stato ricostruito e rafforzato con le masserizie di altri edifici per definire nuovamente la cinta della città di Barcellona.
Al tempo era uno degli enormi spiazzi antistanti alle porte d’ingresso.

Per poter ammirare questa statua collocata non più di 150 anni fa dobbiamo conoscere questo Conte di Barcellona, Ramón Berenguer III, che regnò qui per quaranta anni fino al 1131.
Succeduto al padre all’età di 15 anni, mostrò fin da subito talento come stratega e politico formando molte alleanze in tutto il regno.
Riuscì ad estendere l’influenza catalana su entrambi i lati dei Pirenei e fu una figura chiave anche per la Chiesa, liberando molti schiavi cristiani, imprigionati dai musulmani.
Divenne membro dei Cavalieri Templari, ed alla sua morte fu sepolto con grandi onori nel monastero di Santa Maria de Ripoll.

La figura di Ramon Berenguer nella piazza a lui dedicata è solenne e la sua costruzione ha anche un lato comico

La statua equestre prima di essere collocata in Via Laietana fu esposta a lungo nel Palazzo delle Belle Arti.
Ma subì una disavventura: la caduta della coda del cavallo!
Fu Frederic Mares a creare una nuova coda ma che non incontrò il favore del pubblico… la coda era troppo folta e non in linea con il resto della statua…

Quando si dice di trovare il capello (o il crine) nell’uovo…

Nonostante questa fazione di “critici d’arte” cittadini la statua è diventata una delle caratteristiche più iconiche della città.
Una sorta di misto stile catalano con antiche epoche romane e medievali.

 LA CASA DE L’ARDIACA
l Barrio Gotico di Barcellona riserva sempre piccoli angoli degni di nota per gli amanti della storia, dell’architettura e dell’arte.
La Casa de l’Ardiaca (trad. la casa dell’Arcidiacono) è l’antica residenza ufficiale della gerarchia ecclesiastica di Barcellona.

Proprio quella strada dove si esibiscono alcuni artisti. In particolare potete trovare un cantante d’opera che si diverte ad allietare i turisti con le arie più famose…

L’entrata della Casa de l’Ardiaca è facile da riconoscere. Alla destra del suo portone d’ingresso vi accoglierà una curiosa buchetta per la posta.

Opera dello scultore Alfons Juyol ci racconta per mezzo di chiare iconografie gli elementi della giustizia.

La tartaruga esprime il concetto che per raggiungere il grado di giustizia non bisogna procedere in modo affrettato.
L’edera simboleggia il radicamento della giustizia come valore comune ma anche le difficoltà che incontra la giustizia lungo il suo percorso.
Ed infine le rondini, ci indicano la libertà. Vivere nella legalità ci rende persone libere e non soggette al giudizio.

Entrare nella Casa de l’Ardiaca è gratuito. Vi accoglie un bellissimo ed intimo chiostro con al centro una fontana.
Qui si svolte la tradizione di far ballare un uovo (l’ou com balla), il giorno del Corpus Domini.
Di lato una enorme palma. Ma se vi soffermate a guardare il porticato noterete le eleganti ceramiche di rivestimento.

Proprio in fondo si trova una dei più importanti elementi storici del palazzo che faceva parte delle antiche mura romane della città con 2000 anni di storia.

Ma il pezzo forte è raggiungibile attraverso lo scalone. Avrete accesso alla terrazza per poter scorgere un lato del Barrio Gotico molto intimo.
Generalmente non è un sito molto affollato dai turisti.

 PLAÇA SANT FELIP NERI
Plaça Sant Felip Neri è uno degli angoli speciali della città. Qui rifuggo dal trambusto della giornata.
Questo luogo è calma, sussurro. Pace.
Soprattutto la sera, quando l’atmosfera delle luci calde dei lampioni e l’accompagnamento musicale di qualche improvvisato chitarrista mi permette di rilassarmi.
Seppur la sua storia sia tristemente macchiata da uno degli episodi più sanguinosi della Guerra Civile, venire qui vi regalerà un rincon de Barcelona (un angolo…) unico nel suo genere.

E’ una piazza umile. Il suo silenzio è lo specchio dell’anima di Barcellona che qui fu ferita a morte.

Era il 30 gennaio 1938 e l’aviazione italiana, guidata dal partito fascista che sosteneva il governo franchista durante la Guerra Civile, lanciò numerose bombe sulla popolazione civile di Barcellona.
Una cadde questo luogo, provocando 42 morti, la maggior parte dei quali bambini che si erano rifugiati nel seminterrato della chiesa.

La testimonianza dell’esplosione sono quei ripetuti buchi che troviamo sulla facciata della Chiesa di Sant Felip Neri, mentre gli edifici circostanti vennero demoliti e ricostruiti.

La curiosità della fontana della piazza
Pochi sanno che la fontana ottagonale era originariamente coronata da una statua del santo che fu rubata l’anno dopo l’inaugurazione della piazza (nel 1963).
Fu sostituita da un’altra statua di bronzo ma anch’essa venne rubata.
Da allora il pilastro della fonte non ha più avuto ornamenti.

Se volete vivere la magia di questa piazza allora vi consiglio l’ascolto degli Evanescence che qui hanno registrato il video della canzone My immortal.

 

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