DOMUS ROMANA AVINYÓ (MUHBA)

MUHBA Domus d’Avinyó

Per raggiungere la Domus Avinyó dovete recarvi nella parte sud del Barrio Gotico, entrando in quella parte della Ciutat Vella poco frequentata dai turisti.

La foto qui sopra è una ricostruzione 3D e ci restituisce la Domus risalente tra il I e IV secolo d.C. e che si trova sul fianco meridionale dell’antica Barcino, una casa situata proprio accanto al muro perimetrale della cinta romana, nell’interallallum.

Visitare la Domus romana

INDIRIZZO Carrer d’Avinyó, 15
METRO L3 VERDE – fermata LICEU / L4 GIALLA – fermata JAUME I.
BUS 120, V17 e 45.
BARCELONA BUS TURISTIC Linea Rossa – fermata Barrio Gotico.
ORARIO LU – SA solo per gruppi previo prenotazione Consulta qui.
DO 10:00 – 14:00 ogni ora massimo 20 persone. Per l’ingresso di gruppi di +10 persone è raccomandata la prenotazione.
CHIUSO festivi.
PREZZO 2,00 € (biglietto incluso nel TICKET MUHBA).
RIDOTTO 1,50 € 17-29 anni, + 65 anni e gruppi +10 persone.
GRATUITO minori di 16 anni, Barcelona Card, professori in accompagnamento a studenti.

Scopri tutti i musei MUHBA

 

La più importante Domus di Barcellona 

La Domus con tutta probabilità occupava l’intera insula, quello che oggi chiameremmo “condominio”.
Tuttavia sono giunte a noi solo tre stanze e per mezzo dell’attento recupero possiamo ammirare anche il soffitto, datato tra il I e II secolo d.C.

La parte visitabile della Domus corrisponde allo spazio dove venivano ricevuti gli ospiti ed intrattenuti.
Erano sale per eventi sociali come banchetti, dove il dominus si mostrava per posizione sociale ed economica.
È un triclinio con doppio habitaculum, ovvero una sala da pranzo con colonne su di una corte, decorata con pavimenti in piastrelle di marmo.

GUARDA IL VIDEO

Video © ajuntament.barcelona.cat

Le decorazioni della Domus d’Avinyó

Le sala del banchetto inizialmente erano semplicemente separate da colonne. Solo verso il III secolo d.C. si iniziò a dividerle con personalizzazioni nelle piastrelle per mezzo dell’opus sectile, un’antica tecnica artistica che utilizzava marmi tagliati per realizzare le pavimentazioni e le decorazioni murarie ad intarsio, ed a mosaico.

Erano presenti tre lectus (letti) disposti a forma di U con una cibilla, la mensa centrale di forma rotonda o quadrata.
Il tutto incorniciato magistralmente dal mosaico geometrico e figurativo.

 

Il cubiculum

Accanto ai triclini c’era sempre il cubiculum diurno, la stanza da letto, sicuramente del proprietario della Domus.
Si documenta che all’interno di queste stanze venivano eseguiti recital letterari privati, incontri d’affari  o… affari più intimi.
Oltre al letto sicuramente erano presenti panchine e sedili, un tavolo per lo studio e casse per la conservazione di documenti e oggetti.

Il cubiculum era splendidamente decorato con dipinti e migliaia di piccoli frammenti sono stati recuperati durante il lavoro archeologico e, grazie ad un lungo studio e paziente lavoro di restauro, è stato possibile ricostruire grandi sezioni.

 

Le grandi pitture della Domus

Una grande porzione di pitture sono state recuperate consentendo la datazione tra la metà del I e II secolo d.C.
Dipinti di grande qualità tecnica, compositiva e cromatica delle pareti e del soffitto con scenografie immaginarie, amanti e muse.

Il soffitto del cubiculum presenta una ricchissima decorazione con motivi floreali e geometrici dove il tema rappresentato è il rapimento di Ganimede, il più bello dei mortali nell’Iliade di Omero, trasformato in un’aquila.

Il soffitto mostra la cultura letteraria del proprietario, il dominus, prestandosi sicuramente come la migliore scenografia per incontri letterari o rappresentazioni recitate.
Questo raro esempio di pittura ci mostra un particolare davvero eccezionale: la firma Licini S., con tutta probabilità una delle più influenti famiglie di Barcino del II secolo, come già ritrovato in varie iscrizioni nel forum della città, Lucio Licinio Secondus.

 

Il forno italico d’Avinyó

Intorno al III d.C., probabilmente con la ristrutturazione della Domus, venne integrata una zona produttiva di pane.
È stato ritrovato infatti un mulino italico, testimonianza della panificazione all’interno di Barcino.

Fonte © ajuntament.barcelona.cat