EL CALL (MUHBA)

MUHBA Centro d’interpretazione del Call

Uno degli ultimi centri MUHBA inaugurati a Barcellona è quello del EL CALL, il quartiere ebraico.
Sicuramente il miglior punto di partenza per scoprire come viveva la comunità ebraica in epoca medievale.

Il quartiere conserva ancora l’antico nome di quando raccoglieva il nucleo degli ebrei di Barcellona presenti fin dai tempi antichi e che sicuramente hanno avuto un ruolo molto attivo nella comunità urbana di Barcino.
Il quartier generale del Museo di Storia di Barcellona presso El call è situato nella casa di Jucef Bonhiac, tessitore di veli, e in altri due spazi consentendoci di entrare nella vita economica, politica e sociale, esattamente come è successo con il recupero dei resti romani della città nella Domus d’Avinyó.

Visitare il Centro El Call

INDIRIZZO Placeta de Manuel Ribé, 3
METRO L3 VERDE – fermata LICEU / L4 GIALLA – fermata JAUME I.
BUS 120, V17 e  45.
BARCELONA BUS TURISTIC Linea rossa – fermata Barrio Gotico.
A PIEDI a 5 minuti da Plaça Sant Jaume.
ORARIO ME 11:00 – 14:00 / SA e DO 11:00 – 19:00.
CHIUSO 1/1, 1/5, 24/6 e 25/12.
PREZZO 2,00 € (biglietto incluso TICKET MUHBA) Per gruppi Consulta qui.
RIDOTTO 1,50 € 17-29 anni, +65 anni.
GRATUITO minori 16 anni, Barcelona Card, accompagnatore invalido, docenti con gruppo e prima domenica del mese e ogni domenica dalle ore 15:00.

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El Call, la storia di Barcellona

El Call Mayor fu il primo insediamento ebraico in città e si trova nel quadrilatero sul fianco sinistro del Palau de la Generalitat.
Molte sue strade sono ancora nella collocazione originaria della colonia romana.
Era una porzione chiusa seppur gli ebrei non vivessero del tutto isolati.
All’inizio del XIII secolo la popolazione era cresciuta tanto che il quartiere era diventato troppo piccolo. Per questo motivo emerse la necessità di ampliamento in uno spazio noto come El Call Minor fuori dalle cinta murarie. Erano cinque isolati con una piazza ed una sinagoga che, convertita in convento ora la trovate in Carrer Ferran, 28 ovvero la Chiesa di Sant Jaume.

Le prime notizie documentate sull’esistenza di un quartiere ebraico in città risalgono all’XI secolo anche se è più che noto della loro presenza da almeno due secoli prima.
La comunità, che ebbe un ruolo importante per l’espansione commerciale della Barcino, possedeva una propria istituzione e non dipendevano dalle autorità municipali, ma direttamente dal re per mezzo del decreto Servi Regis.

Le relazioni tra le comunità cristiane ed ebraiche erano legate da commercio e politica. Ma nel 1215 il Concilio Lateranense IV adottò diverse misure contro gli ebrei come il controllo dei prestiti, il divieto di ricoprire posizioni che implicano autorità sui cristiani e l’obbligo di portare un segno di riconoscimento sui vestiti. Una convivenza che si interruppe fino all’agosto del 1391 quando la comunità fu aggredita e fu sterminata.

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Video © ajuntament.barcelona.cat

La casa del El Call

Un documento del XIV secolo attesta che questo edificio apparteneva a Jucef Bonhiac, tessitore di veli.
I numerosi cambi di utilizzo hanno cambiato nel tempo il suo aspetto ma le due facciate in Arc de Sant Ramon del Call sono testimoni delle riforme che l’edificio ha subito tra i secoli XIII e XVII, in ultimo le trasformazioni del XIX e XX secolo.

 

Il quartiere ebraico medievale

Le prime notizie documentate sull’esistenza di un quartiere ebraico a Barcellona risale al XI secolo quando viene menzionata una strada che solebat ire ad callem judaicum. La parola “Call” significava “piccola strada”, o “vicolo” e in seguito si è iniziato a designare l’insieme di strade in cui viveva la comunità ebraica che ricevette il nome di alijama. 
La comunità aveva un ruolo di primo piano: amministrava le finanze del re ed erano incaricati alla riscossione delle tasse. Dopo l’assalto del 1391 vennero ricostruiti alcuni edifici e il quartiere poté contare della sua antica Sinagoga Maggiore mai trasformata in chiesa cristiana, differentemente da ciò che successe a quella Minore in Carrer Ferran.

La cultura ebraica nel XXI secolo

Nato nel 1999 il Festival del Cinema Ebraico vuole portare all’attenzione globale il cinema e la cultura legato alla comunità ebraica di Barcellona.
La sua consolidata offerta culturale si integra con le proposte presenti in città ed è l’unico progetto esistente in tutta la penisola iberica.
La visione ampia della cultura e del pensiero ebraico è sicuramente il modo migliore per demolire stereotipi e pregiudizi: le innumerevoli migrazioni che per secoli hanno forgiato la diaspora ebraica hanno facilitato la fusione con i costumi e le culture del mondo. Per questo motivo la rappresentazione delle diversità di pensiero ed il rapporto con le differenti culture attraverso comprovate opere cinematografiche – spesso di produzioni indipendenti -, sia il modo migliore per pubblicizzare l’interculturalità del popolo ebraico, per raggiungere un punto di incontro e di dialogo aperto e tollerante.
Non solo. Permette la collocazione della cultura ebraica nell’agenda culturale della città promuovendo produzioni a tema ebraico su più differenti canali.

Fonte © ajuntament.barcelona.cat