FABRA I COATS (MUHBA)

MUHBA Fabra i Coats

La Fabbrica Fabra i Coats è un sito di eccezionale interesse per il patrimonio culturale e segue il modello dei complessi industriali inglesi.
Il recupero del complesso ha permesso di preservare un luogo che ora sta iniziando a ospitare entità e progetti culturali ed educativi.
Il progetto promosso dal MUHBA comprende grandi sale per la ricreazione di uno spazio museale incentrato sul rapporto tra la città e il mondo del lavoro incorporando lavori e creazioni facenti parte di una straordinaria collezione ceduta alla città dall’Associazione Amici di Fabra i Coats.

Visitare le Fabbriche di Fabra i Coats

INDIRIZZO Carrer de Sant Adrià, 20
METRO L1 ROSSA – fermata SANT ANDREU.
RENFE fermata SANT ANDREU COMTAL.
BUS 11, 40, 73, 126 e N9.
ORARIO LU – SA solo per gruppi guidati su prenotazione. Consulta qui.
PREZZO 2,00 € (incluso nel TICKET MUHBA).
RIDOTTO 1,50 € 16-29 anni, +65 anni e gruppi +10 persone.
GRATUITO minori 16 anni, Barcelona Card, accompagnatori invalidi, professori con gruppo, prima domenica di ogni mese, ed ogni domenica a partire dalle 15:00.

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La rivoluzione industriale di Barcellona

In tutta la Catalunya erano presenti 41 fabbriche alimentate da macchine a vapore ma le strutture arrivate ai nostri giorni sono veramente poche: le caldaie a vapore Aymerich, Amat e Jover a Terrassa e la Casa de las Aguas a Montcada i Reixach.
Il recupero delle sale adibite alle caldaie di Can Fabra è un importante contributo per conoscere l’evoluzione ed il mondo del lavoro in queste strutture.

 

La storia delle Caldaie Fabra i Coats

Nel 1903 Barcellona fu installata, a seguito dell’accordo tra le famiglie Fabra e la multinazionale scozzese Coats, la Fabra y Coats Anónima Hilatura Company, dedicata alla produzione di fili per la tessitura e per la pesca.
Per oltre ottant’anni questa azienda, pioniera nell’applicazione dei processi produttivi e commerciali, si mostrò innovativa e sensibile anche nell’applicazione dei diritti del lavoro dei suoi dipendenti.

Il suo impatto nella vita economica e sociale nel distretto di Sant Andreu è innegabile.

La crisi degli anni ’70 e i successivi processi di riconversione, riduzione dei processi produttivi e licenziamenti, sono una amara anticipazione di quello che poi la globalizzazione nel 2005 porterà, ovvero alla definitiva chiusura della fabbrica.

 

La rinascita della Fabra i Coats

Nel 2009 la vecchia fabbrica inizia una nuova attività, non più produttiva ma culturale. Un centro di creazione artistica che preserva e musealizza le sale delle caldaie.
Un patrimonio eccezionale dove la collaborazioen tra il MUHBA Museo della Storia di Barcellona e gli ex dipendenti dell’azienda, costituitisi nell’associazione Amici di Fabra i Coast, ci ha reso un luogo aperto e nuovamente produttivo.

Le tre strutture fondamentali del vecchio sito produttivo sono: le Caldaie o generatori di vapore, dove, grazie al carbone, l’acqua riscaldata fino alla sua trasformazione in vapore. Il motore alimentato da questa innovativa energia è il cuore di questa stanza che grazie al movimento di trasmissioni, alberi, pulegge e cinghie poteva dare movimento alle macchine di trasformazione e produzione ad essa collegate.

 

Obiettivi del XXI secolo

Al centro dei progetti per questo importante sito storico di Barcellona c’è il Centro di produzione artistica, la formazione e la ricerca che coinvolge al contempo pubblico e privati da differenti settori scientifici, accademici e cittadini.
La promozione di un progetto stabile del Centro di creazione di arte contemporanee ha aperto alla visibilità lo sviluppo dei nuovi modi di pensare nel campo della creazione contemporanea.

Pratica musicale e sound art sono uno dei pilastri principali della Fabbrica d’arte di Fabra i Coats.

Ha permesso di promuovere connessioni territoriali non solo a livello di comunità ma anche statali e internazionali, avvicinando le pratiche artistiche e culturali alla comunità di insegnanti aumentando così il numero di utenti.
Un vero spazio d’innovazione sociale e culturale.

Tutte le info culturali Consulta qui.

Fonte © ajuntament.barcelona.cat