La sua Storia

Riassumere tutta la storia di Barcellona in un’unica pagina è impossibile.
Ma da qui potrete iniziare ad avere le prime nozioni per comprendere meglio il suo presente.
La moderna installazione che troverete sul lato destro della Cattedrale riproduce l’antico nome di Barcino, ovvero come veniva chiamata colonia romana fondata alla fine del primo secolo a.C. e che nei secoli successivi sfiorò il milione di abitanti sempre protetti da possenti mura divenendo il più importante centro economico e politico del Mediterraneo occidentale.

Un territorio sempre segnato dalle dominazioni e da continui cambi di potere.
Le contaminazioni della dominazione musulmana durata oltre 200 anni sono state cancellate dalla riconquista cristiana quando la città di Barcellona divenne contea dell’Impero Carolingio e residenza abituale della Corona d’Aragona.

Il quartiere gotico di Barcellona è la preziosa testimonianza che ci mostra lo splendore della Barcellona medievale.
Al suo interno, e in taluni casi nelle vicinanze delle sue prime mura, sono state erette cattedrali, conventi, palazzi nobiliari.

 

1714, la caduta di Barcellona

Una delle date più significative che incontrerete con molta frequenza è proprio l’anno 1714.
L’indipendenza economica e politica dalla Corona d’Aragona più volte riconquistata ed allo stesso tempo perduta culmina proprio in questo anno.
La caduta della città di Barcellona nelle mani delle truppe borboniche segna una ferita indelebile che tutt’ora viene celebrata.
Una sconfitta che significa la perdita dei diritti e dei privilegi della Catalogna e dei catalani.
Lingua catalana inclusa.

 

La Renaixença, la rinascita della Catalunya

La rivoluzione industriale in Europa si estende dall’Inghilterra a macchia d’olio su tutte le nazioni.
Non da meno sulla Spagna e qui, in Catalunya, la trasformazione del sistema produttivo viene affiancato da una ripresa culturale che è rinascita.

La lingua catalana in primis, dapprima come lingua letteraria.
E poi con la trasformazione urbana della città che culminerà a metà Ottocento con l’abbattimento delle cinte murarie e la creazione di un piano urbanistico singolare e caratteristico: l’Eixample.

 

Borghesia e Architetti, connubio di rinascita

Se si parla di arte a Barcellona, e nello specifico di architettura, il binomio è presto fatto.
Antoni Gaudí sarà il risultato che nell’immediato vi verrà in mente.
Sagrada Familia, Casa Batlló, La Pedrera, Park Güell saranno il risultato della vostra immaginazione senza alcuna forzatura.

Ma Barcellona ha avuto artisti mondiali che hanno segnato correnti artistiche importantissime.
Se dico Cubismo? Pablo Picasso!
Se dico Surrealismo? Joan Miró e Salvador Dalí.

Lo splendore di Barcellona viene accentuato da due grandi eventi: l’Esposizione Universale del 1888 e del 1928.
In entrambi i casi la città vive trasformazioni urbanistiche importantissime, riqualificazioni urbane necessarie ma più di tutto nel giro di quaranta anni sarà la vetrina del mondo.
La potenza economica e culturale di Barcellona è in continua crescita, sembra inarrestabile.

 

La Guerra e le dittature

Il ventesimo secolo europeo con le sue infami guerre colpì anche la penisola iberica.
Tutte le libertà acquisite in terra catalana vennero cancellate dalla guerra civile del 1936 e dalla dittatura franchista.
E nuovamente anche lingua catalana viene bandita.

Solo nel 1978, con il ripristino della democrazia, Barcellona è libera di lanciarsi in una irrefrenabile crescita economica e culturale: ed il catalano non è più la lingua dei “cortili”.

La celebrazione della città durante i Giochi Olimpici del 1992 è l’occasione più importante dello scorso secolo permettendole di riaffermarsi come “capitale” economica e culturale.
L’espansione urbanistica è travolgente tanto che all’inizio del nuovo millennio, nel 2004, la Fondazione “Forum de las Culturas” si interessa del recupero delle zone industriali fronte mare a nord della città convertendole in quartieri residenziali dal forte connotato architettonico e culturale.

 

Benvenuti nella MIA Barcellona!

Quella che vi descriverò è molto di più di una guida.
È un sentimento che mi emoziona ogni giorno… un po’ come ascoltare la sigla dei Giochi Olimpici.

 

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