Montserrat, perchè!

A circa 60 km da Barcellona, oltre le colline che spesso vediamo come sfondo a Passeig de Gràcia o Rambla de Catalunya ci sono le montagne della Catalunya.
La Cordigliera litoranea ospita, sul versante sinistro, la montagna di Montserrat con forme impressionanti e uniche.

Sono come tanti Pan di zucchero, la montagna di Rio de Janeiro, tante nuvole di pietra…
La foto vi darà una più precisa idea di cosa sia questo spettacolo della natura.


Questo gruppo di montagne, uniche al mondo, che in italiano tradurrebbe Mont Serrat in Monte seghettato, è noto per l’abbazia benedettina di Santa Maria di Montserrat.

La montagna dà anche il nome all’isola caraibica di Montserrat scoperta da Cristoforo Colombo nel 1493, oggigiorno colonia del Regno Unito.

È un gruppo montuoso non più alto di 1.200 m e da alcuni punti i miei amici scalatori dicono che in giornate limpide e senza foschia si riescono a vedere anche le isole Baleari…

Come arrivare al Monastero di Montserrat

A noi interessano perché qui è ospitato l’eremo montano dei monaci benedettini ad un’altitudine di 725 m.
Se siete arrivati a Montserrat con i miei consigli di viaggio siete nel cuore della spiritualità della Catalunya.
A me piace tantissimo utilizzare la funicolare Aeri oppure il treno a cremagliera. Una ascesa che inizierà a regalarci panorami unici.

L’immenso valore religioso del monastero è circondato da viste mozzafiato e da una natura sorprendente.
Se vi piace camminare le escursioni montane qui non mancheranno nel regalarvi una esperienza perfetta.
Il paesaggio catalano vi estasierà senza ombra di dubbio.

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La storia del Monastero

L’origine del monastero è incerta.
Si racconta che intorno al 1011 un monaco proveniente dal monastero di Santa Maria di Ripoll raggiunse la montagna seghettata per incaricarsi di dirigere il monastero di Santa Cecilia di Montserrat.
I monaci del monastero di Santa Cecilia non accettarono la situazione e allora l’abate decise di fondare nel 1025 il monastero di Santa Maria di Montserrat nel luogo dove esisteva già un antico eremo con lo stesso nome.
A partire dal 1082 il monastero di Santa Maria ebbe un proprio priore e smise di dipendere da quello di Ripoll.

Questo eremo rapidamente divenne il più importante fra quelli presenti su questa montagna grazie all’immagine della Madonna venerata fin dall’880 e si trasformò in un santuario, avendo così accesso ad un maggior numero di donazioni che gli permisero una crescita costante in dimensioni ed importanza.

Nel 1493 però l’abbazia perse di nuovo l’autonomia in quanto re Ferdinando il Cattolico inviò al monastero quattordici monaci dalla città di Valladolid e Montserrat passò a dipendere dalla Congregazione di questa città della Castiglia e per i secoli successivi vide l’alternanza di abati catalani e castigliani.

Fu il monaco di Montserrat Bernat de Boïl ad accompagnare Cristoforo Colombo in uno dei suoi viaggi in America e fu proprio durante questo viaggio che un’isola caraibica ne prese il nome.

Nel corso del XIX secolo il monastero di Montserrat fu incendiato e saccheggiato per ben due volte dalle truppe napoleoniche, nel 1811 e 1812.
Poi, nel 1835, i monaci dovettero abbandonare il monastero in seguito alla “desamortització de Mendizábal”, una sorta di asta pubblica per ridistribuire i terreni non coltivati che spesso erano di proprietà della Chiesa.

L’esclaustrazione comunque durò poco e già dal 1844 i monaci si ristabilirono nel monastero.
Nel 1862 Montserrat aderí alla Congregazione dell’Ordine di San Benedetto, alla quale tuttora appartiene e gli edifici andati distrutti, e che oggi possiamo visitare, vennero riedificati nel 1858.

Durante gli anni bui del regime fascista di Franco, fino al 1975, il monastero fu una delle principali roccaforti della cultura catalana contribuendo alla conservazione della lingua, dei costumi e delle tradizioni di questa splendida regione.

Attualmente la comunità monastica è formata da un’ottantina di monaci.
Inoltre nel monastero abitano anche i ragazzi che compongono la Scuola di Canto di Montserrat (chiamata “Escolania de Montserrat”), ritenuta la più antica d’Europa poiché risalente al XIII secolo.

 

La leggenda, la tradizione

La storia di Montserrat è affascinante ed è iniziata nell’880, quando…

un piccolo gruppo di pastorelli vide una luce intensa scendere dal cielo sulle montagne di Montserrat.
I bambini sentirono gli angeli cantare e la musica riempì i loro cuori di una grande gioia.

Travolti da quanto accaduto i bambini corsero a casa per raccontare freneticamente la loro esperienza.
I genitori erano scettici ma sapevano che i loro ragazzi erano affidabili e sinceri, così andarono nel luogo in cui i ragazzi ebbero la visione per cercare di capire quale fosse il motivo di tanta agitazione.

Per tutto il mese successivo alla prima apparizione i genitori furono a loro volta testimoni delle stesse esperienze soprannaturali e ne trassero un’unica conclusione.
Le visioni erano un segno di Dio.

Un prete locale fu condotto sulla scena e assistette agli stessi fenomeni dei ragazzi ed i genitori, in una grotta sulla montagna Montserrat.
Quando questa grotta venne esplorata dagli anziani religiosi della comunità, trovarono un’immagine della Vergine Maria.
Da quel momento la grotta divenne un santuario sacro meta di pellegrinaggi.

 

La madonna nera

È una destinazione molto importante per i pellegrini di tutto il mondo: vengono per la madonna nera visibile all’interno della basilica.
È la Santa Maria del Montserrat che tutti chiamano La Moreneta, patrona ufficiale della Catalunya.

Montserrat non è solo un’icona catalana ma è anche un nome molto popolare tra le ragazze.
Se ne conoscerete qualcuna amichevolmente potrete abbreviare il suo nome in Montsé.

Secondo la leggenda, la prima immagine de La Mare de Déu de Montserrat che fu ritrovata da alcuni bambini che accudivano un gregge dentro una grotta nell’880 sarebbe dovuta essere trafesferita, su ordine del Vescovo, a Manresa. Ma non gli fu possibile perché la statua divenne troppo pesante.
Questo segnale venne interpretato 
come il desiderio della Vergine di rimanere nei pressi del luogo del ritrovamento e perciò ordinò la costruzione del santuario.

La statua di Maria attualmente venerata è una scultura lignea romanica del XII secolo.
Misura circa 95 cm di altezza e rappresenta la Beata Vergine Maria con il Bambin Gesù.
Nella mano destra la Madonna regge una sfera che simboleggia l’universo, mentre Gesù, sempre con la mano destra, benedice e nella sinistra regge una pigna.
Ad eccezione dei volti e delle mani, l’immagine è dipinta d’oro, mentre la Vergine ed il bambin Gesù sono con il volto di carnagione scura, particolare che ha dato il soprannome popolare di La Moreneta.

Una sua copia è venerata a Sassari ed è patrona dei sarti.
Il 9 febbraio 2012 l’abate del monastero di Montserrat ha benedetto la cappella della Mare de Déu de Montserrat nella cattedrale di Alghero (Comunità catalana d’Italia) dove La Moreneta è venerata dagli abitanti.

L’11 settembre 1881, ricorrenza della Festa nazionale della Catalunya, papa Leone XIII dichiarò ufficialmente la Madonna di Montserrat patrona della Catalogna, oltre a beneficiarla di poter tenere un propria festività nel calendario, il 27 aprile.

 

Un coro mondiale!

Un’altra cosa da fare durante la visita al monastero di Montserrat è ascoltare le esibizioni del famoso coro di ragazzi della Basilica che si esibiscono in canti gregoriani ed altri generi di musica corale religiosa.
Le rappresentazioni dell’Escolania de Montserrat possono essere ascoltate gratuitamente nella Basilica alle ore 13.00, tutti i giorni ad eccezione del periodo natalizio, per tutto il mese di luglio e durante altri periodi festivi durante l’anno.
La musica di Montserrat è molto famosa nel mondo e il coro dei ragazzi del Monastero ha registrato oltre 100 album di musica corale.

 

La basilica, il chiostro, il refettorio

La basilica di Montserrat fu ricostruita completamente nel XIX secolo ed è ad una sola navata, attorno alla quale sono disposte diverse cappelle.
La navata è sostenuta da colonne centrali, con intagli in legno dello scultore Josep Llimona.
Ad un’estremità è posto l’altare maggiore e il coro.
Il crocifisso d’avorio dell’altare, proveniente dall’Italia, è stato attribuito recentemente a un giovane Michelangelo (finora era stato attribuito al Ghiberti).

Proprio sopra l’altare maggiore c’è la stanza nella quale è situata la statua della Vergine de Montserrat, a cui si accede dopo aver attraversato un portale in alabastro scolpito con scene della Bibbia.

IL CHIOSTRO
Per opera dell’architetto Josep Puig i Cadafalch, è costituito da due piani sostenuti da colonne di pietra.
Il piano inferiore comunica con il giardino che dispone di una fonte nella parte centrale.
Lungo le pareti del chiostro si vedono peces antiche, alcune del X secolo.

IL REFETTORIO
Risalente al XVII secolo ma fu restaurato nel 1925 da Josep Puig i Cadafalch: nella parte centrale un mosaico rappresenta il Cristo, mentre nella parte opposta si può vedere un trittico con scene della vita di san Benedetto.

Il monastero dispone di un museo diviso in tre sezioni: quella preistorica, nella quale sono esposti diversi ritrovamenti di quest’epoca rinvenuti nella montagna circostante; quella dell’Oriente biblico, con materiale archeologico relativo alla Bibbia e, infine, la Pinacoteca, con opere dal 1500 ai giorni nostri, fra le quali opere di Dalí, Picasso e El Greco ed uno dei capolavori della maturità di Caravaggio, il San Girolamo in meditazione.

LE PIAZZE

Nella parte esterna dell’edificio sono presenti diverse piazze che servono per assestare il congiunto dell’edificio con l’orografia della montagna.
La principale è la Piazza Santa Maria, anch’essa opera di Puig i Caldafach. Dalla piazza si può osservare la nuova facciata costruita su progetto di Francesc Folguera con pietra proveniente dalla montagna stessa, alla cui destra si possono osservare i resti dell’antico claustrum gotico.

Nella piazza dell’Abate Oliba sono situati gli edifici che servono ad alloggiare i pellegrini e i turisti fra cui un albergo oltre a poter mirare la statua dedicata al fondatore del monastero, opera del 1933 dello scultore Manuel Xuclà.

Infine la piazza di Santa Croce dedicata a San Michele, il cui nome è dovuto alla croce opera dello scultore Josep Maria Subirachs.

 

Leggende legate al monastero

Il monastero è al centro della leggenda del Sacro Graal: nell’opera di Wolfram von Eschenbach, il Graal fu messo in salvo nel castello di Munsalvaesche (mons salvationis) o Montsalvat, affidato a Titurel, il primo re del Graal.
Alcuni hanno identificato il castello con il monastero di Montserrat; Richard Wagner dice al suo Parsifal che Montsalvat è “nelle montagne del nord della Spagna”.

 

La visita di Ignazio di Loyola

È invece storicamente provata la visita al monastero nel marzo del 1522 da parte di sant’Ignazio di Loyola che proprio qui maturò la sua conversione, lasciando la sua spada ai piedi della Madonna di Montserrat.

 

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