REFUGI 307 (MUHBA)

MUHBA Refugi 307

Il Rifugio 307 è uno dei rifugi antiaerei costruiti durante la Guerra Civile con l’obiettivo di proteggere la popolazione dai bombardamenti indiscriminati subiti da Barcellona.
Si trova ai piedi della collina di Montjuïc nel quartiere di Poble Sec.

 

Visitare il Refugi Antiaereo 307 

INDIRIZZO Carrer Nou de la Rambla, 175
METRO L2 VIOLA e L3 VERDE – fermata PARAL-LEL.
BUS 121 – fermata Nou de la Rambla / 21 e H16 – fermata Paral-lel.
A PIEDI 15 minuti dal Teatro del Liceu
ORARIO LU – SA solo gruppi guidati su prenotazione. Consulta qui.
DO 10:30 (inglese), 11:30 (spagnolo) e 12:30 (catalano) solo su prenotazione. Prenota qui.
CHIUSO 1/1, 1/5, 24/6 e 25/12.
PREZZO 3,50 € (incluso nel TICKET MUHBA).
GRATUITO Barcelona Card.

Scopri tutti i musei MUHBA

 

Le pagine nere di Barcellona

Sono stati i molti residenti del quartiere di Poble Sec a scavare questo tunnel antiaereo. I suoi tre accessi su Carrer Nou de la Rambla permise a quasi 2.000 di trovare protezione durante la guerra civile spagnola che qui a Barcellona ha segnato una delle sue pagine più cruente.

400 metri di tunnel con un’altezza di 2,10 metri con stanze, lavandini, fontana per bene, infermeria, stanza per i bambini e altre preposte per cucinare.

Attraversandolo è naturale vivere l’angoscia di una città che ha affrontato un bombardamento indiscriminato, una pratica militare che la città aveva già provato durante la prima guerra mondiale.
Il Rifugio 307 è uno dei migliori esempi di rifugio costruito a Barcellona. È anche un memoriale della lotta per la sopravvivenza e del disastro delle guerre.

 

L’esperienza sotterranea 

Durante questo tour i visitatori rivivono le condizioni di vita tra questi cunicoli e nelle stanze che lo hanno formato attraverso i 200 metri di tunnel completato, rispetto al progetto iniziale.

Il 16 marzo 1938 alle ore 22:08 iniziò il più sanguinoso bombardamento che Barcellona subì durante la guerra civile. Durò quasi tre giorni, causando più di mille morti, innumerevoli feriti, distruggendo 45 edifici e causando danni a altri 75.
Barcellona fu il banco di prova per una pratica che era stata brevemente vista solo durante la prima guerra mondiale: un bombardamento violento che sconvolse la vita di tutti i giorni e che si risolse con la resa della città nelle mani del Generale Franco.

 

Come si organizzò Barcellona 

Dopo i primi bombardamenti fu creato un Consiglio di difesa passiva e Consigli di difesa locale che cercarono di agire contro quel nuovo e mortale episodio bellico. Inizialmente vennero utilizzati come rifugi gli scantinati delle case e la rete metropolitana.
Nonostante i pochi mezzi disponibili, la Generalitat, i comuni e gli stessi cittadini organizzarono la difesa: vennero installati allarmi, fu creato un servizio per la fornitura di cibo, acqua e medicine e furono costruiti rifugi nonostante la carenza dei materiali necessari, quali il ferro.
Quando gli allarmi cessarono e tutte le luci della città si spensero si potè correre verso i rifugi, le stazioni metropolitane, gli scantinati o verso i luoghi più lontani della città come la collina di Collserola.

Fonte © ajuntament.barcelona.cat