Sagrada Familia: la facciata della Passione

La facciata della Passione di Antoni Gaudí

I lavori per la facciata della Passione per la Sagrada Familia hanno avuto inizio nel 1954, quasi trent’anni dopo la morte di Antoni Gaudí.
Pochi sono gli appunti del Maestro che si sono salvati dall’incendio dei laboratori e scarne sono le indicazioni costruttive.

Nonostante questo vuoto è emerso che Gaudí aveva pensato ad una facciata di pietra, più austera, meno lavorata della Natività. Una idea riconducibile allo scheletro che sperimentò nella Cripta Güell.

Orientata verso ponente (sud-ovest), la facciata della Passione è sostenuta da sei grandi pilastri obliqui che ricordano tronchi di sequoia, su cui è posto un grande frontone a forma di piramide e composta da diciotto colonne a forma di osso e sormontata da una grande croce con una corona di spine e tre angeli adoranti. Fanno da sfondo le torri, dedicate all’apostolo Matteo ed ai santi Tommaso, Filippo e Bartolomeo.

Anche in questa facciata abbiamo tre portali rispettivamente dedicati alla Fede, alla Speranza ed alla Carità. Create da Subirachs in bronzo si distinguono da quelle della Natività perché non sono decorate con vegetazione ma con i testi dei libri che raccontano gli ultimi giorni di Gesù e separati tra loro da una bifora con le lettere greche alfa e omega, come simbolo del principio e della fine.

La porta di sinistra presenta i passaggi della Passione secondo Matteo, quella di destra riporta il racconto del Vangelo di Giovanni.

Nel loro insieme presentano circa 10.000 lettere alcune delle quali in bronzo dorato catturano la nostra attenzione, come la frase “Che cos’è la verità?” nel contesto in cui Gesù di fronte a Pilato rispose alla sua affermazione che egli è venuto a “testimoniare la verità” (Gv 18,38).

A sinistra troviamo il portico della Fede con la Porta dei Getsemani, dedicata alla preghiera di Gesù nell’Orto degli Ulivi. Qui vediamo il nazareno che prega, mentre i discepoli dormono. In alto a sinistra appare il cielo di notte con la luna piena come un presagio di morte.
Nella parte inferiore incontriamo un poliedro anticipato dall’incisione Malinconia, di Albrecht Dürer, con l’iscrizione “Gesù avanzandosi un poco si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo «Padre mio, se è possibile passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!» (Matteo 26,39).

Sul lato opposto troviamo il portico della Speranza. Qui è ospitata la Porta dell’Incoronazione di spine dove troviamo Gesù deriso e raffigurato con indosso la corona di spine, il mantello e bastone e la frase: “E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora; quindi gli venivano davanti e gli dicevano «Salve, re dei Giudei» e gli davano schiaffi” (Giovanni 19, 2)

In un’altra scena Gesù viene condotto davanti a Erode e Ponzio Pilato che si trovano di fronte simmetricamente come se si vedessero allo specchio. Qui troviamo una citazione dalla Divina Commedia di Dante e un poema di Salvador Espriu La pell de Brau (La pelle del toro).

” ‘l mio disir dee aver fine
in questo miro e angelico templo
che solo amore e luce ha per confine”
(Paradiso, Canto XXVIII)

 

La Sagrada Familia ed il racconto della passione di Gesù

Differentemente dalla facciata della Natività dove i protagonisti sono la famiglia di Gesù e tutti i personaggi che usualmente incontriamo nei tradizionali presepi, nella facciata della Passione il progetto è unicamente rivolto agli ultimi giorni di vita del profeta nazareno.

E’ possibile leggere la Via Crucis dove incontreremo anche la rappresentazione del Maestro Antoni Gaudí.

Al completamento delle torri avvenuto nel 1976 si iniziò a lavorare alla decorazione scultorea sulla base di alcuni disegni e spiegazioni che si salvarono dall’incendio dei laboratori dove il Maestro visse e lavorò per gli ultimi 15 anni della sua vita.

La mano dello scultore Josep Maria Subirachs ha realizzato una serie semplice e schematica di figure con forme angolari che causano un effetto drammatico.
Lo stesso Gaudí descrisse la sua concezione della facciata della Passione in questo modo:

Qualcuno ha trovato questa porta troppo stravagante, ma voglio fare paura, e per ottenerlo non risparmio il chiaroscuro, in modo che, entrando e uscendo, tutto assuma un effetto più cupo. Inoltre sono disposto a sacrificare la stessa costruzione, a rompere archi e tagliare colonne al fine di dare un’idea di come sia cruento il sacrificio.

Di fronte alle Porte del Vangelo si trova la colonna della Flagellazione. Sostituisce la croce che Gaudí aveva previsto: ma Subirachs divise la colonna in quattro blocchi, simboleggiando le quattro parti della croce.

Con i suoi 5 metri di altezza, realizzata in marmo travertino, riporta numerosi dettagli come i nodi della corda che simboleggiano le torture sofferte da Gesù, il fossile di palma nana nel blocco di marmo, simbolo del martirio e della resurrezione, la canna che soldati danno a Gesù invece dello scettro reale, ed infine i tre scalini i quali simboleggiano i tre giorni che trascorreranno fino alla risurrezione.

 

Il calvario di Gesù della Sagrada Familia 

Il ciclo scultoreo della Passione è distribuito su tre livelli, in ordine ascendente formando una “S”.

In basso a sinistra tutto inizia nella notte antecedente alla crocifissione di Gesù. L’Ultima Cena mostra Gesù con i dodici apostoli e il momento in cui Giuda lo tradirà, con l’iscrizione “Quello che devi fare, fallo al più presto” (Giovanni 13,27).

Pietro e i soldati, quando Pietro taglia l’orecchio a Malco, il servo del sommo sacerdote.

Il bacio di Giuda, dove le figure sono rozzamente scolpite a suggerire una visione notturna.
Dietro Giuda si erge il serpente che simboleggia il diavolo.
Accanto a questa scena si trova un labirinto numerico – un crittogramma, che simboleggia l’imperscrutabilità del disegno divino, insieme alla rappresentazione del cammino di Gesù verso il Calvario.

La somma dei numeri in orizzontale, in verticale e in tante altre combinazioni darà sempre l’età di Gesù: 33
Apri il link qui sotto per scoprire alcuni dei 328 sistemi.

 LA TAVOLA MAGICA

La negazione di Pietro, contenente tre figure femminili che rappresentano le tre volte che Pietro rinnega Gesù, insieme con un gallo che annuncia l’alba. L’apostolo è avvolto in una coperta come simbolo della sua codardia.
Accanto a questa

Nella curva della prima parte inferiore troviamo L’uomo Gesù, rappresentato con la corona di spine, sorvegliato da due soldati con la figura di Pilato titubante sul da farsi. Ai piedi del nazareno la pietra è inclinata, rappresentando il terremoto che sta per verificarsi.
Accanto a questa scena c’è una colonna romana con l’aquila romana e la scritta “Tiberio, imperatore di Roma”.

L’ultima scena di questo livello è il Processo di Gesù. Qui Pilato si lava le mani assistito da tre servi, un soldato e poco più lontano la figura di Procula, moglie di Pilato, dopo aver fallito nel suo intento di intercedere per il prigioniero, motivata da ciò che aveva visto in sogno (Matteo 27, 19).

Il secondo livello inizia con il gruppo dei Soldati che si giocano a dadi le vesti di Gesù, con un piccolo mosaico con la legenda Dulce lignum (“Dolce legno”), dell’inno Crux fidelis di Venanzio Fortunato: Dulce lignum, dulces clavos, Dulce pondus sustinet (“Oh dolce legno, dolci chiodi che sostenevano un così dolce peso”).

Al centro compare il Calvario di Gesù. Qui appare Simeone di Cirene che aiuta Gesù con la croce, circondato dalla Vergine, da Maria Maddalena e da Maria di Cleofa.
La Veronica mostra il volto di Gesù scolpito in negativo sul tessuto con il quale la donna asciugò il sudore: la figura di Veronica non ha volto per non togliere attenzione all’immagine di Gesù.

Qui Subirachs rende omaggio a Gaudí, donando alla figura dell’Evangelista che si trova a sinistra le sembianze dell’architetto, così come la forma dei caschi dei soldati, evocando i camini di Casa Milà – La Pedrera.

Il livello intermedio si conclude con il Soldato Longino, che tira la sua lancia contro Gesù. L’artista ha voluto che la spada entrasse nella pietra della basilica, riproducendo la ferita umana.

Al livello superiore viene narrata la morte e la sepoltura di Gesù anticipata nella prima scena con I soldati che si giocano a dadi le vesti di Gesù.
La scena principale del portale è la Crocifissione. Gesù è appeso alla croce. La particolarità è che questa croce a quattro braccia come quelle tipiche di Gaudí è posta in orizzontale e realizzata in ferro dove la parte frontale riproducente la lettera “I” è dipinta in rosso, simboleggia l’inscrizione INRI.

In questa scena compaiono nuovamente le tre Marie, San Giovanni e un teschio, simbolo della morte e del Golgota. In alto a destra una luna che rappresenta la notte, l’oscurità. Al di sopra di questa scena c’è una scultura di bronzo riproducente il velo del tempio di Gerusalemme che si lacera alla morte di Gesù.
Guardando questa scena noteremo alla destra una cavità: il luogo sepolcrale pronto per ricevere il nazareno.

Infine la Sepoltura. Qui vediamo le figure di Giuseppe di Arimatea e Nicodemo che depositano il corpo di Gesù nella tomba, alla presenza della Vergine Maria e un uovo, simbolo di resurrezione.
L’effige di Nicodemo ha le sembianze dello scultore Subirachs.

 

La facciata della Passione, un capolavoro in nome della storia della Chiesa

Il frontone del portico dove abbiamo letto le ultime ore della vita di Gesù è invece dedicato ai patriarchi biblici ed ai profeti.
18 ossa bianche creano una galleria distaccata dalla facciata. Ai suoi lati due figure di animali: a sinistra il leone di Giuda, vincitore della morte ed a destra l’agnelo del sacrificio di Abramo.

Seppur inizialmente dei bassorilievi dovevano riprodurre le immagini dei patriarchi e dei profeti si è preferito di scolpire sul muro i nomi per evitare di sovraccaricare la parte anteriore della facciata e per non distogliere l’attenzione dal ciclo della Passione di Gesù.

Questa parte della facciata è l’unica in marmo bianco. Simboleggia la corona di “Jesus Nazarenus, rex Iudæorum” esattamente come riportato nei capitelli centrati dal simbolo di San Pietro.
Sopra di essa incontriamo lo Spirito Santo, una scultura di Subirachs ispirata ad una colomba di forma astratta. Ma la nostra attenzione sarà catturata dalla imponente Croce gloriosa.
Alta 7,5 metri e larga 4,25 era già nei progetti dell’architetto Antoni Gaudí.

“Questa massiccia croce rocciosa rappresenta Cristo risorto, e sottolinea la vittoria sulla morte”.
Infatti non c’è il corpo di Gesù appeso e mostra la croce che da “strumento di tortura diventa uno strumento di amore e di carità”.  Oltre 18 tonnellate di granito francese che sembrano essere sostenuti dai tre angeli in travertino romano, proprio ai piedi della croce stessa.

 

Le torri della facciata della Passione

Alla base delle quattro torri della facciata della Passione, realizzate nell’anno 2000, troviamo Giacomo il Minore, rappresentato con il pastorale da Vescovo – perché secondo la tradizione è il primo vescovo di Gerusalemme, San Bartolomeo (che appare con un coltello, simbolo del suo martirio, e con una pergamena poiché autore di un vangelo apocrifo), San Tommaso in atteggiamento dubbioso e San Filippo che regge in mano un libro, simbolo della sua predicazione in Asia Minore.

Il nostro percorso delle ultime pagine di vita terrena di Gesù termina con la statua di bronzo dorato collocato su di un ponte tra le torri di San Bartolomeo e di San Tommaso. E’ L’ascensione di Gesù.

 

TORNA ALLA PAGINA DELLA SAGRADA FAMILIA