SANTA CATERINA (MUHBA)

MUHBA Santa Caterina

Oggi visitare il Mercato di Santa Caterina di Barcellona non sarà solo l’occasione per comprare prodotti freschissimi e di stagione ma anche per conoscere la storia di questo antico sito che una volta ospitava l’omonimo monastero.
Nell’Espacio Santa Caterina, il centro di interpretazione archeologica, vi aiuta a comprendere alcuni fatti fondamentali della storia di Barcellona dall’età del bronzo agli interventi architettonici che hanno interessato il luogo.

Nel XIII secolo fu eretto qui il convento domenicano di Santa Caterina, prima sede del Consell de Cent della città.

L’abbattimento nel 1835 delle sue antiche mura portò alla costruzione di un mercato, il secondo di Barcellona.
Ora è famoso per il suo ondulato tetto multicolore, ma oggi avete la possibilità di scoprire la sua affascinante storia.

Visitare il Centro di Santa Caterina

INDIRIZZO Carrer d’En Giralt el Pellicer, 25
METRO L1 ROSSA / L4 GIALLA – fermata URQUINAONA.
BUS 120, V17 e 45.
BARCELONA BUS TURISTICO Linea Rossa.
A PIEDI a 5 minuti dalla Cattedrale.
ORARIO
LU – SA 8:30 – 15:30.
CHIUSO DO e FESTIVI.
PREZZO Entrata gratuita.

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Mercato di Santa Caterina

La realizzazione del centro MUHBA Santa Caterina ci permette di conoscere l’evoluzione di questo lato della città, non molto conosciuto dai turisti.
Le ultime riforme architettoniche del Mercato, completate nel 2005, hanno permesso di effettuare importanti scavi archeologici con la scoperta del sito del vecchio mercato risalente a quasi 4.000 anni fa.

A noi sicuramente stupisce la sua ondulata copertura, merito degli architetti Enric Miralles e Benedetta Tagliabue che sono riusciti a incorporare il racconto storico che ha visto la presenza di uno dei più importanti conventi medievali della città.

 

I primi barcellonesi

Il ritrovamento di due sepolture sono state il punto focale delle scoperte in questo sito.
Un adulto, forse una donna, e un bambino. Entrambi sepolti in posizione fetale insieme ad alcuni silos, testimoniando della probabile collocazione in questa area di uno spazio abitato seppur non siano stati ritrovati ulteriori reperti.

I resti rinvenuti nell’area archeologica includono anche vestigia della fondazione di Barcino, la colonia romana che dal 10 a.C. non si è più fermata nelle sue trasformazioni urbane.

Tra le scoperte anche un pozzo di estrazione di argilla, ulteriori anfore, e resti di fornaci. Un insediamento situato a ben 150 metri dalla cinta muraria, ai margini della produzione agricola.

 

Necropoli dei primi cristiani

Se non fossero sufficienti i reperti artigianali su questo enorme sito è rinvenuta una necropoli cristiana datata tra il IV e VI secolo d.C. Un centinaio di sepolture differenti tra loro che con tutta probabilità potevano essere collocate non molto distante da un luogo di culto, seppur per questa ipotesi non siano emerse tracce.

Queste vestigia dei primi cristiani risalgono alle stesse tracce archeologiche rinvenute in Plaça del Rei.

 

Luogo di culto, luogo di politica

La piccola chiesa costruita intorno all’anno 1000 fu destinata ai frati dell’ordine domenicano che pian piano trasformarono in un importante convento.
Il prestigio del luogo fu anche utilizzato per i primi incontri del Consiglio dei Cento di Barcellona, il Concell de Cent, lo stesso luogo dove fu sepolto un importante barcellonese del Medioevo: Sant Ramon de Penyafort, consigliere di papi, re e patrono della città.

 

Dal vecchio al nuovo mercato 

La demolizione del Convento di Santa Caterina, avvenuto intorno al 1839 a causa della confisca dei beni ecclesiastici, non mancò di polemiche per il mancato mantenimento di una delle prime opere del gotico catalano.
La maggior parte dell’area occupata dal luogo di culto fu riedificato sotto forma di mercato, il secondo più importante di Barcellona, dopo la Boqueria.

La grande riforma attuata ci ha regalato la struttura con un grande rispetto delle vecchie facciate ma con una copertura innovativa e commemorativa.
Archi catenari che si susseguono come onde e una copertura con grandi tasselli esagonali riproducenti un moderno trencadis, la tecnica utilizzata da Antoni Gaudí per la decorazione dei suoi principali edifici modernisti.

Fonte © ajuntament.barcelona.cat