Santa Maria del Pi

La bellezza della Basilica di Santa Maria del Pi (dal catalano, Santa Maria del Pino) riflette lo stile gotico catalano barcellonese e la trovate in Plaça del Pi a due passi da Las Ramblas.
La tradizione vuole che il nome di Santa Maria del Pi deriva dalla scoperta dell’immagine della Vergine su di un tronco di pino e con molta probabilità è questo il motivo della collocazione di uno di questi alberi nella piazza proprio di fronte al portale principale.

 

Dove si trova la Basilica di Santa Maria del Pi

INDIRIZZO Plaça del Pi, 7 
METRO L3 VERDE – fermata LICEU

ORARIO LU – DO e festivi dalle ore 10.00 alle 18.00 
Chiuso 12/5 – 25 e 26/12

BIGLIETTO

Adulti € 4,00 – dai 7 ai 16 anni € 3,00
65+ € 3,00
Gruppi da 10 persone in poi € 3,00 a persona
2 adulti e 2+ under 16 € 12,00

VISITA GUIDATA TORRI

La prenotazione del ticket d’ingresso al campanile vi permetterà anche di ammirare Barcellona dall’alto al centro del Barrio Gotico e da una prospettiva unica.

Con € 8,50 potete prenotare la vostra meravigliosa esperienza.

 

La storia della sua bellezza


Seppur l’altare che rappresenta l’adorazione dei re Magi abbia dato come primo nome a questa Basilica quello di Santa Maria de Los Reyes, la leggenda del pino è quella maggiormente conosciuta e riconosciuta.
Un albero che simboleggia la purezza della Vergine, perenne come il verde del pino.

Alcune ipotesi storiche in merito all’esistenza di questa chiesa la collocano qui già alla fine del V secolo sul lato occidentale della città romana, all’esterno della prima cinta muraria.
Si parla di un piedistallo commemorativo ritrovato nelle fondamenta della chiesa gotica e probabilmente utilizzato come altare cristiano.

Pure alcuni documenti, corrispondenti all’anno 987 d.C., tentano di consegnarci una chiesa con annesso cimitero. Ma anche in questo caso nessuna traccia archeologica ha potuto confermare l’esistenza della chiesa romanica in quanto la successiva edificazione, quella che ci ha regalato l’attuale basilica, sembra abbia cancellato ogni precedente traccia.
Di sicuro era una chiesa molto piccola.
Questa certezza proviene dai documenti conservati nell’archivio della parrocchia i quali descrivono donazioni ed acquisizioni dei terreni che attualmente fanno parte dell’estensione planimetrica dell’attuale chiesa medievale.

Intorno all’antica chiesa del Pi si sviluppava la periferia romana di Barcino conosciuta come Vila Nova del Pi.
L’unica testimonianza dell’espansione urbana intorno alle antiche mura della città.

 

La Corona d’Aragona in Catalunya e la sua importanza per Barcellona

Tra il 1200 e il 1300 l’espansione del regno d’Aragona contribuì alla prosperità economica dell’intera area catalana.
La borghesia barcellonese, grazie alla vitale attività portuale, si lancerà in costruzione o ristrutturazione dei propri palazzi; non da meno le chiese della città iniziarono ad ampliare ed abbellire i templi poiché inospitali per dimensioni.
In questo furono sostenuti dalle ingenti donazioni dei benestanti andando a conclamare la loro posizione di prestigio.

 

Le quattro chiese gotiche di Barcellona

Sotto la spinta costruttiva del vescovo Ponç de Gualba sul finire del 1200 ebbero vita l’edificazioni delle principali cattedrali e basiliche di Barcellona.
La Cattedrale nel 1298, Santa Maria del Pi nel 1320, Santa Maria del Mar nel 1329 e Sant Just i Pastor nel 1342.

L’altare di San Clemente datato 1321 ci permette di stabilire l’inizio dei lavori negli anni precedenti, tra il 1318 e 1320, quando arrivò il capomastro Jaume Fabre, già annoverato per la costruzione della cattedrale.

La lentezza dei lavori, oltre che per la scarsità dei fondi, è dovuta anche da un importante sciopero di metà secolo ed alla grande pestilenza che devastò gran parte dell’Europa.
L’ultima pietra venne collocata nel 1391 e la lapide commemorativa all’interno del portale dell’Ave Maria ci riporta la consacrazione della chiesa di Santa Maria del Pi avvenuta il 17 giugno del 1453.

Nei successivi cento anni la Catalunya vive il suo rinascimento. Un periodo che vede l’arrivo di grandi personalità umanistiche e artigianali le quali doneranno alla città grande splendore.
In questo contesto anche la chiesa di Santa Maria del Pi è al centro delle attenzioni con la prima opera del rinascimento orafo catalano, con la costruzione della seconda biblioteca pubblica barcellonese e con l’arrivo della reliquia della Sacra Spina.
Quest’ultima incoraggerà la costruzione della cripta e del portale nonché l’istituzione della Real e Ilustre Archicofradía de la Purísima Sangre de Nuestro Señor Jesucristo una delle più influenti confraternite cattoliche spagnole.  

 

Il 17mo secolo: la perdita dei poteri politici di Barcellona

L’ascesa politica e culturale che investe la città nel diciassettesimo secolo termina in parte per il trasferimento di alcuni poteri politici a Madrid.
Questo segna in modo profondo tutta la regione catalana.
A peggiorare la situazione vi è la morte di una delle più amate personalità della storia della parrocchia e della città: Juan Gra.
Data che coincide con uno dei peggiori eventi della città: la Guerra di Successione con la capitolazione di Barcellona del 11 settembre 1714.

La chiesa del Pi aveva sostenuto il ruolo di difesa della cultura cittadina: si dice che il rintocco delle sue campane abbiano infiammato lo spirito delle persone armate…

Numerose bombe rovinarono il presbitero, numerosi arredi sacri e opere, come la pala d’altare e le splendide vetrate colorate.
Dopo l’assedio la chiesa del Pi si ritrova in rovina, senza risorse con i forzieri depredati e le campane fuse (utilizzate per costruire cannoni).

La ricostruzione della chiesa sarà lentissima: nel 1800 per la beatificazione di Josep Oriol venne attuata una campagna di abbellimento della basilica con l’arrivo del moderno organo europeo in Catalunya.

Nonostante la disgregazione della congregazione del Sangre de Nuestro Señor Jesucristo, la più influente da oltre 300 anni in tutta la nazione, la chiesa del Pi rimarrà sempre il punto di riferimento della città.
La canonizzazione di Josep Oriol all’inizio del 1900 porterà in città eventi liturgici e festivi con una altissima partecipazione nonostante il crescente sentimento anticlericale e anarchico che sfocerà nella Semana trágica.
Chiese e conventi saccheggiati, deturpati e incendiati.
Tutti, tranne la chiesa del Pi.

Nel 1925 la parrocchia riceve il titolo di basilica minore e sarà l’ultima grande festa prima dello scoppio della guerra civile spagnola, un fatto che ha lasciato una profonda cicatrice in tutto il paese.
Il 20 giugno 1936 alcuni incontrollati gruppi di anticlericali deturparono il valore artistico e religioso di alcune chiese di Barcellona. Una di queste fu Santa Maria del Pi.

 

La guerra civile spagnola e la basilica più amata dai barcellonesi

L’incendio distrusse completamente l’altare, il coro, i portali ed alcune cappelle votive.
Dell’organo maggiore e del suo coro sopraelevato rimasero solo le ceneri.
Il rosone e le finestre esplosero a causa del calore all’interno della basilica e l’edificio subì notevoli danni strutturali soprattutto nelle chiavi di volta. 
Sagrestia e canonica saccheggiate e bruciate. La Cappella del Sangre de Nuestro Señor Jesucristo crollò ed un alone nero avvolse le antiche mura gotiche.
L’incubo peggiore, dopo la morte di numerosi civili, fu che la basilica più amata dai cittadini era stata perduta.

Dalla comunità parrocchiale però arrivarono i primi segnali di ripresa con l’intento di recuperare la dignità di questo tempio.
Il valore artistico e culturale ricoperto nel corso dei secoli poteva contare sulla partecipazione non solo dei suoi parrocchiani, ma di tutta la città, e con l’inaugurazione del Museo del Tesoro della Basilica, si è potuto dare avvio ad un nuovo percorso di testimonianza dei 1000 anni di storia di Santa Maria del Pi.

 

Visitare Santa Maria del Pi

Santa Maria del Pi è storia, cultura e arte. Ma più di tutto è la casa di una comunità. E’ l‘alma di Barcellona.
Visitare la parrocchia vuol dire scoprire il Tesoro della Basilica che contiene un’importante collezione di orafi catalani.
Ed ora è possibile accedere anche al campanile.


Entrare nella Basilica di Santa Maria del Pi vuol dire essere visitatori che contribuiscono alla conservazione ed al restauro del tempio gotico. La parrocchia più partecipata della comunità di Barcellona.

Il progetto di contributo qui però è singolare e partecipativo.
Significa che i visitatori sono messi a conoscenza dello specifico lavoro che viene attutato con l’offerta d’ingresso.
Questo mi pare già un ottimo motivo per visitare Santa Maria del Pi entrando in quel legame tra visitatori e luogo visitato e divenendo “ambasciatori” della Basilica stessa.
Per dirla in parole medievali… dei nuovi mecenati!