TOUR TUTTO GAUDÍ

Antoni Gaudí i Cornet è Barcellona.
O forse è più corretto dire che Barcellona è Antoni Gaudí?
Comunque la pensiate è lui la massima espressione artistica ed architettonica di Barcellona conosciuta al mondo.
E proprio per questo motivo ho deciso di lanciarmi in una esperienza unica e impensabile.

Il TOUR TUTTO GAUDÍ è per veri intenditori.
A Barcellona è possibile vedere 14 opere fondamentali di Antoni Gaudí.
In esse possiamo vivere l’esperienza dell’evoluzione della sua architettura.

 

Il tour TUTTO GAUDÍ di DestinoBCN

DURATA
giornata intera (circa 5,5 km a piedi + 12 km sui mezzi)
Lungo il percorso utilizzate i PLUS VERDI per scoprire i particolari del tour.

PUNTO DI PARTENZA
Plaça Reial – RAMBLA
il percorso è sviluppato anche con l’ausilio dei mezzi pubblici.
Per ottimizzare i costi degli spostamenti è raccomandabile acquistare uno degli abbonamenti turistici per Metro e Autobus.

 

Antoni Gaudí e Barcellona

Si parte da Plaça Reial.
Qui potete arrivarci con la METRO L3 VERDE – fermata LICEU + [percorso Google Maps]

Questa bellissima piazza, l’unica di Barcellona ad essere circondata da portici, ci permette di iniziare il viaggio all’interno del mondo di Antoni Gaudí proprio nel punto in cui egli ebbe modo di vedere alla luce la sua prima opera.

ANTONI GAUDÍ, LA SUA STORIA

Siamo nel 1878. Antoni Gaudí a 26 anni si è appena laureato come architetto..
Ha già collaborato come assistente con Josep Fontserè i Mestre per la creazione della cancellata all’ingresso del Parc de la Ciutadella quando il Comune di Barcellona gli commissionò la progettazione delle luminarie pubbliche di questa piazza.

Il giovane architetto effettuò due diversi progetti: uno con lampioni a sette braccia ed uno a tre.
Entrambi sarebbero stati alimentati con lampade a gas e la loro struttura progettuale era pressoché identica: una base di pietra sulla quale si erge una colonna di ferro battuto e bronzo.
La colonna di ferro battuto ha una decorazione vegetale con foglie di edera alla base e riporta al suo centro lo scudo di Barcellona.
Poco più in alto altre decorazioni floreali di colore rosso.

La parte sicuramente più originale dei lampioni di Gaudí è la cupoletta con un caduceo con due serpenti ed un casco con le ali, simbolo di Mercurio – il dio romano del commercio, l’attività con la quale Barcellona si identificava in quel preciso momento storico.

Se guardate bene i due lampioni in Plaça Reial hanno solo sei braccia e non sette come Gaudí aveva progettato.
La motivazione è data dal fatto che il comune si era lamentato dell’elevato costo costringendolo ad una riduzione del progetto.
L’architetto non volendo cambiare i materiali previsti, tanto meno la lavorazione degli stessi, diede solo una piccola “sforbiciata”.

Un decennio dopo aver creato i lampioni di Plaça Reial, nel 1890 venne incaricato per quelli di Plaça de Palau, davanti alla Delegazione del Governo, all’ingresso dell’attuale Barceloneta.

I lampioni qui creati hanno si la stessa base presente in Plaça Reial ma con solo tre braccia ed una minore decorazione.
Non abbiamo il casco con le ali di Mercurio ma una corona al contrario appoggiata su tre draghi con le teste che ne fuoriescono.
Questa semplificazione dell’originario progetto gaudiano portò l’architetto a chiudere definitivamente le collaborazioni con l’amministrazione comunale.

 

Un Palazzo modernista in piena Rambla

Seguire le opere di Antoni Gaudí in modo cronologico vorrebbe dire fare su e giù continuamente per Barcellona.
Tecnicamente sarebbe uno spreco di tempo incredibile e le energie terminerebbero rapidamente.

Ecco perché effettueremo un tour più pratico a livello logistico e con questa linea del tempo potrete sempre aiutarvi nel “ricollocarvi” durante la sua progressione artistica.

Qui a due passi c’è l’unica opera modernista di Antoni Gaudí in piena Rambla.
Ritornate sulla Rambla ed attraversatela imboccando Carrer de Nou de la Rambla.
Al civico 3-5 Gaudí ha ristrutturato la residenza del suo più importante mecenate nonché amico Eusebi Güell.

Palau Güell è il primo esempio di quella che sarebbe stata la sua pratica architettonica fatta di resistenza di materiali, giochi di colonne, cupole, circolazione dell’aria e riscaldamento, opere di legno, arredi, lavorazione del ferro battuto e del vetro oltre al coronamento dall’uso del trencadís, il mosaico di piastrelle rotte.
Siamo nel 1886 quando l’industriale tessile commissiona la sua seconda opera a Gaudí.

Infatti l’amicizia tra le due personalità inizia qualche anno prima con la costruzione dei Padiglioni per le scuderie della Finca Güell, che vedremo pomeriggio.

PALAU GÜELL

 

Eixample, la borghesia vuole bellezza!

Risalendo la Rambla ed arrivati in Plaça Catalunya, prima di raggiungere una delle icone architettoniche di Antoni Gaudí – ovvero Casa Batlló, è obbligo morale portarvi davanti a Casa Calvet.

Per raggiungere Casa Calvet a piedi (20 minuti) risalite la Rambla fino a Plaça Catalunya.
Sulla destra imboccate Carrer de Fontanella ed attraversata la Plaça Urquinaona girate a sinistra su Carrer de Roger.
La prima strada a destra è Carrer de Casp ed a pochi metri, al civico 48 avrete la sesta opera di Gaudí.
Per raggiungere Casa Calvet in Metro avete a disposizione sulla Ramblas la L3 VERDE – LICEU e potete scendere o PLAÇA CATALUNYA oppure PASSEIG DE GRÀCIA.

E’ una piccola deviazione che vi porta davanti ad un edificio di appartamenti nel quale Gaudí ha sviluppato un nuovo concetto dell’uso dei materiali e degli ornamenti.

Siamo nel 1898. La realtà urbanistica dell’Eixample è più che definita. Il quartiere più grande d’Europa è qui.
Antoni Gaudí sembra adattarsi al conformismo strutturale di questa zona.

Casa Calvet, insieme agli edifici circostanti si contraddistingue per eleganza e linearità. Le vetrate e le balconate sono simmetriche, in perfetta armonia.
Equilibrio e ordine essere le parole d’ordine che caratterizzano questo edificio, cosa ben inusuale per Gaudí.

La famiglia Calvet era ben introdotta nel settore merceologico e industriale del tessile.
Gaudí gioca con le colonne che fiancheggiano l’ingresso ricordando le “bobine” di filo. Probabilmente uno dei pochi guizzi decorativi che possiamo riscontrare in questo edificio.

 

Verso Casa Batlló, l’icona di Passeig de Gràcia

Uno dei monumenti più visitati di Barcellona.
Un appuntamento che non può mancare, fosse anche per ammirarlo esteriormente.

Casa Batlló è sicuramente la regina dell’elegante viale che unisce il quartiere di Gràcia alla Ciutat Vella.
In ordine cronologico è l’unidicesima opera di Gaudí e nasce per volontà di Josep Batlló i Casanovas un ricco uomo d’affari nel settore tessile che acquistò l’immobile al civico 43 di Passeig de Gràcia ma sicuramente ne era deluso dal confronto con l’adiacente Casa Amatller.

Casa Amatller è il primo edificio modernista arrivato su questo isolato sull’elegante viale di Passeig de Gràcia.
Josep Batlló assolda Antoni Gaudí lasciandogli carta bianca: sia a livello progettuale che economico.
Vuole un palazzo unico. Vuole un edificio d’incanto.

CASA BATLLÓ

La Pedrera, la casa di pietra di Passeig de Gràcia

La dodicesima e penultima opera di Antoni Gaudí è anch’essa su questo viale.
Al civico 92, in angolo con Carrer de Provença.
L’architetto aveva appena inaugurato Casa Batlló, aveva in mano il progetto per il rivoluzionario Park Güell e da poco più di vent’anni stava seguendo il cantiere della Sagrada Familia.


Un altra famiglia della borghesia catalana è attratta da questo quartiere in continua espansione grazie al Piano Cerdà.
I coniugi Pere Milà i Camps, ricco uomo d’affari e proprietario di numerose industrie tessili, e Roser Segimon i Artells, borghese dal solido portato economico, godevano di una condizione finanziaria e sociale molto privilegiata che vollero esibire con un palazzo elegante, riconoscibile e lussuoso.

Per questo motivo nel 1905 acquistarono un enorme lotto su Passeig de Gràcia individuando in Antoni Gaudí l’unico architetto barcellonese capace di poter elevare il loro prestigio ed immagine per mezzo della sua già affermata e singolare arte.

LA PEDRERA

Verso Casa Vicens, la prima casa di Gaudí

Eccoci finalmente proiettati verso la prima opera architettonica privata di Antoni Gaudí.
Casa Vicens è una perla all’interno del magico quartiere di Gràcia.

Per arrivarci dovrete seguire Passeig de Gràcia verso Carrer Gran de Gràcia e percorrerla per circa 1 km (circa 15 minuti).
Se non volete fare questa camminata prendete la Metro L3 VERDE – fermata DIAGONAL e scendete alla successiva, FONTANA.

Casa Vicens, Gaudí prima di essere Gaudí 

In Carrer de Carolines al civico 20 abbiamo Casa Vicens, il primo progetto privato dell’architetto dove tutto il bagaglio accademico e artistico si è materializzato consegnandoci la ferma convinzione di Gaudí al naturalismo ed all’astrattismo.

Non possiamo mai parlare di singoli elementi ma di un insieme di fattori.
Qui troviamo tutti gli fondamenti che incontreremo in modo ricorrente nelle sue future opere, in alcuni casi evoluti.
Qui possiamo coniare la frase “Gaudí prima di Gaudí”.

CASA VICENS

 

Usciti dall’immaginario mondo di Casa Vicens ci dirigiamo verso il Colegio de las Teresianas.
Proseguendo su Carrer de Carolines arrivate dritti su Avinguda de la Riera de Cassoles.

Vi avviso subito: non è visitabile! Tanto meno gli alti muri che circondano la struttura ci permetteranno una favorevole vista.
Ma se capitate in orario scolastico, tipo all’ingresso o all’uscita di scuola potete intrufolarvi come dei bravi genitori per ammirare questo splendore nascosto.

Se non vi interessa questa tappa cliccate qui sotto per proseguire verso un capolavoro poco conosciuto del nostro amato architetto.

VERSO TORRE BELLESGUARD

Camminate per 6 minuti verso Plaça Lesseps. Prendete il BUS H6 con direzione ZONA UNIVERSITARIA e scendete dopo 5 fermate a MITRE – MANDRI (ID fermata 1122).
Qui in pochi minuti sarete davanti alla quinta opera di Antonio Gaudí.

Colegio de las Teresianas, la grandezza di Gaudí

Appena concluso Palau Güell venne chiesto ad Antoni Gaudí di ristrutturare il collegio delle Teresiane.
A differenza di tante altre opere qui Gaudí ebbe un budget al quanto ridotto.
Questo edificio è caratterizzato da tipici elementi gaudiani ovvero decorazioni in ferro battuto e archi catenari.

L’esperienza dell’ingresso di Palau Güell qui è mutuata in modo ripetitivo.
Gli archi parabolici partono dal basso e salgono, si dividono in sottomultipli ed arrivano semplificati in forma triangolare nella merlatura del palazzo.

Agli angoli del Collegio si innalzano delle guglie coronate da una croce a quattro bracci.
Questo diventerà uno dei simboli ricorrenti nelle opere di Gaudí.

Gli spazi interni sono sapientemente ben illuminati. La distribuzione della luce attraverso i corridoi è scandita dal succedersi regolare dei diaframmi parabolici portando la cromia della scenografia dal bianco ad un rosa carne.

 

Verso Torre Bellesguard, capolavoro, incanto, sogno

E’ giunto il momento di raggiungere Torre Bellesguard, una villetta ai piedi della collina Collserola dove Antoni Gaudí ci ha regalato particolari unici del suo percorso stilistico.

Attenzione: verificate con attenzione l’orario perché si può accedere solo da martedì a domenica dalle ore 10 alle 15 (con ultimo ingresso ore 14.30).
Se avete non rientrate in queste indicazioni cliccate sul link rosso per proseguire verso la prossima tappa.

VERSO FINCA MIRALLES

Per arrivare a Torre Bellesguard vi suggerisco il percorso con il BUS V9 dalla fermata VIA AUGUSTA – RONDA GENERALE MITRE e dopo 4 fermate scendete a IRADIE – TERRÉ (ID fermata 2288). Da qui seguite a piedi il percorso della mia mappa.

Torre Bellesguard, spettacolo modernista in “bella vista”

La Torre Bellsguard, che in catalano significa “Bella vista” fu realizzata tra il 1900 e il 1909.
E’ l’ottava meraviglia di Antoni Gaudí.

Qui vi era un antico castello costruito dall’ultimo re della dinastia catalana, Martino I di Aragona, utilizzato come residenza estiva nel 1410.
Gaudí fu ispirato proprio dalle poche fonti storiche e sviluppò la sua personale visione.

I mattoni e la pietra sono predominanti in tutto lo sviluppo verticale ed orizzontale.
La torre è coronata dalla con la croce a quattro braccia, oramai la firma di Gaudí, e nel tetto troviamo gli archi di mattoni, una chiara dimostrazione che Gaudí ha maturato l’uso di questo materiale e che affinirà nella Pedrera.

La casa, di proprietà della famiglia Guilera dal 1944 ha aperto le porte per le visite solo nel settembre 2013.

 

Portal de Finca Miralles, stringiamo la mano a Gaudí

Chi non avrebbe il desiderio di stringere la mano ad Antoni Gaudí per ringraziarlo delle immense emozioni che ci sta regalando?
Vi offro l’occasione per ammirare un sito da lui costruito ma che pochissimi turisti al mondo conoscono.
E’ il muro di cinta di Portal de Finca Miralles.

Usciti da Torre Bellesguard proseguite sempre su Carrer Bellesguard fino alla rotonda de Bellesguard.
Alla fermata ROTONDA DE BELLESGUARD prendete il BUS H2 direzione AV. ESPLUGUES e scendete dopo 2 fermate a PLAÇA BORRAS (ID fermata 1540).
Ora attraversate la rotonda ed alla fermata PLAÇA DE BORRAS prendete il BUS V7 direzione PLAÇA D’ESPANYA e scendete dopo 6 fermate a PASSAIGE SANT JOAN BOSCO – PRAT DE LA RIBA (ID fermata 1538).

Pochi passi ancora e su Carrer Manuel Girona avrete come per incanto davanti a voi il maestro del modernismo, l’architetto di Dio, Antoni Gaudí.

Portal de Finca Miralles è il portale modernista per eccellenza.
Sicuramente uno degli elementi meno noti dell’opera di Gaudí a Barcellona.

Ci troviamo nel quartiere di Sarrià. Qui le forme stilizzate della natura si concretizzarono nel 1901 per volere dell’industriale Hermenegild Miralles per dare accesso alla sua fattoria.
Non dimentichiamoci che all’inizio dello scorso secolo questa zona era campagna.

Oggi questo ingresso dona eleganza e bellezza e quello che rimane ci mostra l’uso del trencadis bianco, del ferro battuto che qui troviamo solo in una griglia che emula la pelle di un rettile.
Il grande arco è sormontato dalla caratteristica croce tridimensionale, questa volta in ferro battuto.

Eccolo Antoni Gaudí. Ve lo avevo promesso che vi avrei fatto incontrare con il maestro.
Questa opera di Joaquim Camps è stata collocata in onore del restauro conclusosi nel 2000.

Non molto lontano da qui, circa 10 minuti a piedi, potete ammirare uno dei primi capolavori di Gaudí relativi alla lavorazione del ferro battuto.
Venite con me ai Padiglioni di Finca Güell.

Proseguite lungo Carrer Manuel Girona fino ad incontrare Avinguda de Pedralbes.
Attraversate il viale e di fronte a voi avrete un’altra delle meraviglie poco note ai turisti.

L’amicizia con Eusebi Güell ha inizio qui: i padiglioni delle fattorie Güell

Uno dei più fedeli mecenati dell’architetto fu Eusebi Güell.
All’inizio del Tour Tutto su Gaudi vi ho mostrato quello che fu il palazzo Güell, proprio a ridosso della Rambla.

Le fattorie Güell avevano qui sede e coprivano una ampia zona, che oggi sono occupate dal Palazzo Reale di Pedralbes.
L’ingresso che vi mostro è uno spettacolo sconosciuto a tanti turisti. Voi siete veramente fortunati.

Il ferro ha particolare rilievo tra i materiali utilizzati: il cancello della fattoria è una delle migliori testimonianze della predilezione di Gaudí per questo materiale, trasformando elementi industriali come molle, maglie e catene.

Il drago rappresentato nel cancello e il pilastro attiguo rappresentano rispettivamente la leggenda di Sant Jordi ed una delle fatiche di Ercole, il fondatore di Barcellona.
Un altro elemento narrativo è la rappresentazione del furto delle mele d’oro dal giardino delle Esperidi.

 

Il primo Gaudí fuori Barcellona: Cripta Güell

Una tappa del Tour Tutto Gaudí è distante circa 18 km da Barcellona.
In zona Sant Boi de Llobregat, a pochi chilometri dall’Aeroporto c’è un paese che porta il nome del più importante mecenate gaudiano.
Si chiama Colonia Güell ed al suo interno visiterete un’altra opera incompiuta di Antoni Gaudí: Cripta Güell.

Fondata nel 1890 su iniziativa dell’imprenditore Eusebi Güell, la Colonia fu sede delle sue industrie tessili con le case degli operai a fianco della fabbrica.
Un vero e proprio centro urbano, con un suo carattere sociale ed economico.
Eusebi Güell si adoperò per migliorare le condizioni sociali dei lavoratori dando spessore artistico alle nuove costruzioni con un evidente carattere modernista e commissionando opere a diversi architetti di spicco (Francesc Berenguer and Joan Rubió) ed in particolare all’amico Antoni Gaudí per la costruzione di una chiesa.

Tuttavia l’ambizioso progetto che prevedeva la chiesa a due navate, una superiore e l’altra inferiore, terminata in diverse torri e ciborio, rimase incompiuta, lasciando solo la navata inferiore finita, che viene comunemente chiamata cripta.
Questo edificio comprende per la prima volta tutte le innovazioni architettoniche gaudiane.

Perché dedicare una mattinata a Colonia Güell

La colonia Güell ha preservato l’atmosfera di un villaggio pacifico che ispira a passeggiare tra i suoi edifici potendo ammirare lo sforzo e l’abilità degli uomini e delle donne che l’hanno allevato, soprattutto nel museo al centro informazioni.

COLONIA GÜELL e CRIPTA 

 

Verso la Sagrada, l’icona di Barcellona

E’ giunto il momento di concludere questo impegnativo ed emozionante TOUR TUTTO SU GAUDÍ.
Riprendiamo il percorso cronologico e giungiamo alla Basilica incompiuta di Antoni Gaudí, la Sagrada Familia.

Raggiungete Plaça de Pius XII attraversando la rotonda fino alla fermata DIAGONAL – AVINGUDA JOAN XXIII del BUS 33. Con direzione VERNETA, dopo 12 fermate scendete a VALENCIA – DIAGONAL (ID fermata 492).
Non dovreste fare fatica a individuare la Sagrada Familia.

Nel dubbio eccovi una semplice mappa per raggiungerla senza pensieri.

L’ultima pietra di Antoni Gaudí. La Sagrada Familia

Quando ci si avvicina al Templi Expiatori de la Sagrada Familia, il Tempio Espiatorio della Sacra Famiglia, si possono vivere emozioni contrastanti ed aspettative completamente ribaltate.
La Sagrada Familia è il non plus ultra dell’espressione architettonica nata, in modo del tutto fortuita, in quella geniale mente di Antoni Gaudí.
Fortuita perché non sarebbe dovuto essere lui l’architetto!

Siamo nel 1882 e la zona dove ci troviamo, destinata all’espansione dell’Eixample, era ancora campagna.
Al libraio Bocabella, ispirato dal sacerdote Vives, venne l’idea di realizzare una chiesa di espiazione dedicata alla Sacra Famiglia.

Alla posa della prima pietra partecipò anche Antoni Gaudí e nessuno avrebbe mai immaginato che l’anno successivo, per dissapori tra la proprietà e l’architetto Villar, egli avrebbe iniziato a dirigere il cantiere.
Così fu per 40 anni, dedicando completamente gli ultimi 15 anni della sua vita a questa enorme impresa.

SAGRADA FAMILIA


10 giugno 1926, muore Antoni Gaudí, inizia la leggenda

Antoni Gaudí il 7 giugno del 1926 venne travolto da un tram: per il suo aspetto miserevole fu trasportato dai soccorritori all’Ospedale della Santa Croce, un’ospizio per mendicanti dove fu riconosciuto soltanto il giorno successivo dal cappellano della Sagrada Familia.
Morì il 10 giugno lasciando in eredità alla città da lui tanto amata un’opera incompiuta e centinaia di progetti e studi per la continuazione dei lavori.

Tutte le volte che faccio da guida alla Sagrada Familia mi piace concludere il giro ringraziando di aver contribuito alla continuità dei lavori di completamento.
Sì, perché il Temple Expiatori de la Sagrada Família, il Tempo Espiatorio della Sacra Famiglia vive questo processo di completamento grazie al sostentamento delle offerte pubbliche, tra le quali il biglietto d’ingresso.

Questo monumento alla Fede, dove il racconto inciso su pietra in tutta la sua complessa simbologia, è anche la storia dell’umanità ed esiste grazie a voi!