TURÓ DE LA ROVIRA (MUHBA)

MUHBA Turó de la Rovira

Uno dei punti panoramici sulla città che sta prendendo sempre più piede tra i turisti è il Bunkers del Carmel.
Da questo promontorio si può ammirare la città a 360° immersi in una magica atmosfera.
Ma questa collina che spunta in mezzo al quartiere Guinardò è uno spazio del patrimonio in cui sono conservati i resti di una batteria antiaerea costruita durante la guerra civile spagnola per cercare di difendere Barcellona dagli attacchi dell’aviazione fascista.
Lo scavo archeologico e il restauro delle strutture hanno permesso di recuperare uno spazio patrimoniale decisivo per accrescere le nostre conoscenze sulla storia e la memoria della città e del paese.

Visitare il Bunkers del Carmel

INDIRIZZO Carrer Marià Labèrna, s/n.
METRO L3 VERDE – fermata LESSEPS direzione Park Güell / L4 GIALLA – fermata ALFONS X.
BUS 22, 119.
BARCELONA BUS TURISTIC Linea Blu – fermata Park Güell.
A PIEDI a 20 minuti da Park Güell.
ORARIO ME 10:00 – 14:00 / SA – DO 10:00 – 15:00.
CHIUSO 1/1, 1/5, 24/6, 25/12.
Il Turó de la Rovira è uno spazio con libero accesso. L’orario si riferisce solo all’ingresso del centro museografico che spiegano la Barcellona al tempo della guerra e la città nel periodo post bellico.
PREZZO Ingresso gratuito. Per gruppi con visita guidata consulta qui.

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Il recupero urbano di Barcellona 

Nel 2012 gli architetti Jansana e Romero ricevettero il Premio europeo per lo spazio pubblico urbano per il trattamento delicato ed elegante di uno spazio con una recente storia in una parte di Barcellona ancora marginale.
Un luogo che ha saputo recuperare la memoria collettiva portando valore ai resti di un insediamento di case costruite abusive.

 

Lo spazio della memoria

Una zona degradata, isolata e sconosciuta nella quale risiedono le tracce del nucleo della Caserma dei Canoni e una batteria antiaerea che difese Barcellona durante la guerra civile dagli attacchi fascisti.
Per due anni un team di architetti e tecnici del quartiere congiuntamente all’ufficio tecnico del MUHBA hanno lavorato per raggiungere un obiettivo chiaro: nobilitare e migliorare l’accessibilità e la sicurezza di una zona abbandonata per valorizzare il patrimonio della memoria in un punto panoramico di Barcellona di incredibile importanza.

Il museo ha voluto dare valore con l’installazione di cinque pannelli informativi che facilitano la visita audioguidata e l’edizione di due guide di storia urbana intitolate DefensaBCN, 1936-1939 e BarraquesBCN, insieme ad una programmazione di visite guidate.

Scarica qui il .pdf di DEFENSA BCN 1936-1939
Scarica qui il .pdf di BARRAQUES BCN

L’elevato numero di visite di barcellonesi e turisti ha premiato questo spazio storico unico e poliedrico e la mostra “Barcellona al limite” ci ha regalato la visione della città sotto attacco e nel periodo post guerra, quando la baraccopoli fu per molti l’unica opzione possibile.

 

El mirador de Barcelona

La collina della Rovira con i suoi 262 metri d’altezza e la vista panoramica a 360° è stato uno spazio di occupazione da tempo immemore: dal periodo iberico ad oggi ha sempre svolto il compito di accoglienza difensiva delle genti.
Con la crescita di Barcellona il Turó de la Rovira ha vissuto gli ultimi impulsi agricoli fin quando la collina iniziò nella parte inferiore ad essere prescelta per le prime case estive.
La forte domanda di materiali di costruzione ricollocarono in primo piano la cava di Can Baró (ai piedi di questo mirador) ma fu il periodo della guerra civile spagnola a darle un valore sociale unico: il luogo ideale per la collocazione di una batteria antiaerea, fondamentale per il sistema difensivo di Barcellona.

Nel dopoguerra, quando Barcellona iniziò a richiamare immigrati, si evidenziò la mancanza di alloggi e le strutture militari abbandonate servirono a molte famiglie: il quartiere delle caserme dei Canoni dagli anni ’40 in poi venne “colonizzato” da una sempre più crescente baraccopoli, oltre che dall’occupazione di infrastrutture come serbatoi d’acqua e antenne di telecomunicazione.

 

In difesa di Barcellona

Nella guerra del 1936-1939 anche le fabbriche, le stazioni marittime e ferroviarie, i centri di comunicazione e gli impianti energetici furono obiettivo militare.
L’aviazione ebbe un ruolo determinante e il bombardamento era lo strumento ideale per distruggere l’economia di una città in tempo di guerra.

Barcellona fu il primo caso nella storia di una grande città bombardata dal cielo in modo massiccio e sistematico.

Dal novembre 1937 Barcellona era la capitale politica Repubblicana con la sede dei tre governi: lo Stato, i Paesi Baschi e la Generalitat. La città divenne obiettivo chiave per l’aviazione fascista. Facile da individuare per la sua posizione costiera le autorità decisero di articolare gli elementi di difesa passiva concentrandosi su di una efficace protezione dei cittadini e organizzando una difesa attiva volta a neutralizzare i bombardamenti nemici.
In questo ultimo intento la posizione del Turò de la Rovira fu di grande soccorso nel contrasto degli aerei fascisti e congiuntamente a quello sulla collina di Montjuïc poterono rafforzare la protezione.

 

La Barcellona “fantasma” 

Superata la guerra la città poté risollevarsi. La sua crescita, come sempre è stato, è veloce. La ricostruzione degli isolati bombardati quanto mai rapida.
Allo stesso tempo i senzatetto erano sempre di più e l’incontrollata espansione delle baraccopoli segnò determinati quartieri: tanto alla Barceloneta, quanto nella zona collinare del Turó de la Rovira.

Alla fine degli anni ’50 le baraccopoli raggiunsero il loro apogeo con circa 20.000 costruzioni abusive per oltre 100.000 persone, circa il 6% degli abitanti.

Questa parte di città “fantasma” era sotto agli occhi di tutti: la spiaggia da Somorrostro all’attuale Vila Olimpica fino al Forum; sulla parte collinare tra Montjuïc e Poble Sec; sulla collina del Carmel.

Su questa parte collinare il distretto, caratterizzato da forti legami alle organizzazioni di lotta collettiva, era al centro di un problema di approvvigionamento idrico, risoltosi nel 1963 con l’installazione di una cisterna della Società Generale de Aigües de Barcellona, alla quale qualcuno si “allacciò abusivamente”.

Le baracche erano organizzate in una Associazione dei Vicini del Carmelo che intorno agli anni ’90, coinvolgendo il consiglio comunale, riuscirono a farsi installare alcuni servizi di base come la raccolta dei rifiuti, bagni pubblici ed acqua corrente, oltre alla creazione di una scuola di alfabetizzazione per gli adulti.

La sua riabilitazione avvenuta nel 2014 ha trasformato la collina in un nuovo spazio storico che combina un itinerario socio-documentativo a cielo aperto.
Un punto strategico dove poter spiegare l’evoluzione urbana della città, valorizzato dalle costruzioni delle batterie antiaeree e riutilizzate in sito museale del MUHBA.
Una riqualificazione che ha giovato anche alle case riqualificate ed inglobate nella città. Non più sconosciute. Non più fantasmi. Ma punto di partenza per la scoperta di una Barcellona da ammirare a 360°. In tutti i sensi.

Fonte © ajuntament.barcelona.cat