VISITIAMO INSIEME CRIPTA GÜELL

Dedicare una parte della vostra vacanza a Barcellona alla scoperta di Cripta Güell vi fa onore!
Perché siete usciti dai soliti tour e dal caos della città alla ricerca del tesoro nascosto di Antoni Gaudí.

Il primo Gaudí fuori Barcellona

Arrivare a Colonia Güell vuol dire voler conoscere e scoprire un Antoni Gaudí completo.
A circa 18 km da Barcellona a pochi chilometri dall’Aeroporto c’è un paese che porta il nome del più importante mecenate gaudiano.
Si chiama Colonia Güell ed al suo interno visiterete un’altra opera incompiuta di Antoni Gaudí: Cripta Güell.

La Colonia, fondata nel 1890 su iniziativa dell’imprenditore Eusebi Güell, fu costruita nella sua proprietà di Can Soler de la Torre a Santa Coloma de Cervelló.
Qui volle impiantare la sua industria tessile creando un contesto urbano a favore di chi fuggiva dai conflitti sociali della città.
Un vero e proprio centro urbano, con un suo carattere sociale ed economico.

Eusebi Güell, quale perfetto mecenate culturale, si adoperò per migliorare le condizioni sociali dei lavoratori dando spessore artistico alle nuove costruzioni con un evidente carattere modernista e commissionando opere a diversi architetti di spicco (Francesc Berenguer e Joan Rubió) ed in particolare all’amico Antoni Gaudí per la costruzione di una chiesa.

Il centro culturale, il teatro, la cooperativa d’acquisto, la scuola e la casa per il maestro, gli edifici come Ca l’Ordal e Ca l’Espinal sono opere che ci proietteranno in una dimensione lontana dalla Barcellona dell’Eixample.

Nella Colonia ogni elemento aveva la sua funzione ma la struttura era un modello di società ispirato al cristianesimo sociale dell’epoca.
Quando scoppiò la guerra civile nel 1936, la fabbrica avanzò in forma autogestita.
Anni dopo la famiglia Güell recuperò la proprietà ma nel 1945 la vendette ad un’altra famiglia di industriali.
L’industria tessile chiuse definitivamente nel 1973 a causa della crisi del settore ma Colonia Güell ha preservato negli anni l’atmosfera di un villaggio pacifico e ci regala una passeggiata tra case e villette potendo rievocare lo sforzo e l’abilità degli uomini e delle donne che l’hanno vissuto.

Cripta Güell, una chiesa per gli operai

Fondando la Colonia, Eusebi Güell ritenne fondamentale offrire agli operai uno spazio per il culto religioso.
All’interno della fattoria Can Soler de la Torre, la residenza estiva della famiglia Güell, all’interno della Colonia, vi era una cappella.
Tuttavia risultò piccola per tutti gli operai e le famiglie. Così l’industriale commissionò una nuova chiesa al suo architetto di fiducia: Antoni Gaudí.

Negli ultimi vent’anni l’amicizia tra il mecenate e l’architetto ha permesso la costruzione di opere significative come Finca Güell o Palau Güell.

Gaudí scelse una piccola collina dominante la colonia. Così facendo la chiesa era uno dei tre vertici di un triangolo (gli altri due sono la fabbrica e la scuola).
All’interno di questa massonica figura geometrica oltre 150 case e strutture sociali molte delle quali realizzate dagli architetti Francesc Berenguer e Joan Rubió, collaboratori di Gaudí.

Dopo alcuni anni di studio il 4 ottobre 1908 Gaudí iniziò a costruire la chiesa.
Tuttavia l’ambizioso progetto che prevedeva la chiesa a due navate, una superiore e l’altra inferiore, terminata in diverse torri e ciborio, rimase incompiuta, lasciando solo la navata inferiore finita, che viene comunemente chiamata cripta.

La prima opera incompiuta di Gaudí

Nell’ottobre 1914 Antoni Gaudí abbandona il progetto della chiesa prevista per la Colonia.
Tutt’ora i motivi sono oscuri ma possiamo concludere che il periodo di conflitti nel mondo operaio e il crescente anticlericalismo siano state le ragioni per la quale la famiglia Güell non abbia più voluto finanziare l’opera.

L’architetto di fatto si ritira a Barcellona all’interno del cantiere della Sagrada Familia e le torri progettate per la chiesa della Colonia, che avrebbero avuto una altezza di circa 40 metri, le ritroveremo nel monumento simbolo di Barcellona.
Un progetto nel quale applicherà gran parte degli studi architettonici introdotti nella chiesa che popolarmente viene chiamata cripta, consacrata dal vescovo di Barcellona nel 1915.
Successivamente, tra il 1916 e il 1917, la navata superiore incompiuta fu chiusa con muri di mattoni e ricoperta di fibrocemento.

Gaudí e il progetto delle torri

Per realizzare il progetto delle torri previste per la chiesa, con una altezza di circa 40 metri, Gaudí inventò il primo autocad 3D della storia.
Un modello aerostatico, una versione virtuale invertita del progetto.

Su di una tavola di legno l’architetto disegnò la pianta del tempio.
Nei punti corrispondenti le colonne o all’incrocio delle pareti egli appese delle corde e successivamente aggiunse dei sacchi di pallini proporzionati al peso reale, generando le curve degli archi corrispondenti.
Definita la struttura veniva ricoperta di carta fine per ottenere il volume delle volte e la visione delle pareti per poi realizzare fotografie sulle quali Gaudí avrebbe disegnato gli schizzi del progetto finale.

Entriamo nella Cripta Güell

L’attuale accesso alla Cripta Güell è di recente costruzione e la nuova pavimentazione ci conduce direttamente al portico ed al portale della navata inferiore.
Negli anni ’60 invece si percorreva la rampa alla destra di questo ingresso che portava il visitatore direttamente alla terrazza che ci mostra la pianta della chiesa incompiuta.

Oggi questa scala è stata coperta non solo per ragioni tecniche e strutturali ma per sottolineare il fatto dell’incompiutezza del tempio portando il visitatore direttamente alla navata inferiore, inizialmente considerata parte secondaria del lavoro di Antoni Gaudí.

Attraversando il portico si raggiunge una nuova scalinata che affianca la Cripta e ci permette di arrivare alla terrazza superiore.

Poco prima di questa scalinata possiamo ammirare una delle facciate laterali della Cripta Güell.
Gaudí disegnò le mura perimetrali in modo da sostenere il peso del tempio senza utilizzare i tradizionali contrafforti.
La forma convessa e concava delle pareti si alterna permettendo una corretta distribuzione del peso superiore e l’effetto ondulato e si smorza solo alla presenza delle finestre.

Arrivati in cima alle scale, in quella che ora è la terrazza, stiamo entrando nella navata superiore.
Da qui ora è possibile osservare le scale originali create dall’architetto che scendevano al piazzale inferiore.

Ma la cosa che incuriosisce subito sono gli stipiti e l’architrave in pietra bianca di Garraf eretti prima dell’inaugurazione del tempio.
Ancora ci si chiede se sono stati messi da Antoni Gaudí come gesto di auto-affermazione una volta che gli comunicarono che la navata superiore non sarebbe mai stata finanziata oppure vennero posti come semplice omaggio ornamentale dopo l’abbandono dell’architetto.

Tra il 1916 e il 1917 la terrazza fu ricoperta da Joacquin Tres con un lastricato di pietra catalana.
Solo nel 1999 vennero attuati i primi lavori di miglioramento della copertura con la definitiva impermeabilizzazione oltre a lavori di miglioramento del deflusso delle acque piovane grazie canalizzazioni in zinco su tutto il perimetro visibile.

Il pavimento della terrazza ci permette di vedere dove Gaudí avrebbe posto le colonne per la navata superiore.
Sono le lastre circolari di marmo scuro.

Trovo molto emozionante questo monumento.
Da un lato poter vedere la prima applicazione dell’arco catenario per una struttura così imponente.
Dall’altro poter camminare immaginando ciò che sarebbe potuto essere questa chiesa.
Ma in realtà lo sappiamo bene… Antoni Gaudí ha sviluppato tutto questo, in maniera ancor più maestoso, nella Sagrada Familia.

Il campanile della Cripta Güell

Prima di scendere le scale per visitare la navata inferiore osserviamo il campanile della chiesa.
Delle quattro torri laterali solo questa è stata eretta e fu probabilmente progettata dallo stesso Antoni Gaudí, deduzione proveniente dal fatto che la sua unica campana è stata benedetta più di una anno prima che l’architetto lasciasse il cantiere.

Inoltre possiamo pensare, visto l’uso di materiali differenti dalla cripta, che questo campanile sia stato costruito in modo provvisorio, potendolo smantellare e costruire nuovamente una volta completato il progetto.

Delle previste cinque grandi campane ne è stata realizzata solo una.
Insieme ad una campana più piccola, fu benedetta nell’agosto del 1913 e battezzata con il nome di Pia, in omaggio al Papa Pio X, durante la consacrazione del tempio.
Ma scomparvero durante la guerra civile. Probabilmente finirono fuse per scopi militari.

Le similitudini con la Sagrada Familia

Più che scontato il paragone del porticato della Cripta Güell con la facciata della Passione della Sagrada Familia, realizzata 70 anni dopo.
In Cripta Güell abbiamo numerosi elementi strutturali, architettonici ed artistici che hanno trovato ampliamento e visibilità nell’ultima opera incompiuta di Gaudí.

Il porticato che ci permette di accedere alla Cripta Güell è diviso in due livelli comunicanti.
Quello inferiore ha alcune false colonne sulla parete e sul lato aperto altre tre appoggiate sul muretto di delimitazione.
Nel livello superiore del porticato troviamo tre pilasti nel perimetro ed un grande pilastro nella parte centrale decorato con prismi di pietra basaltica.
Mentre le due colonne perimetrali sono cilindriche e ricoperte da frammenti scuri come scorie ferrose, mattoni di recupero e basalto, la terza colonna perimetrale a sezione poligonale, alterna trencadis di pietre verdi con basalto e scorie nere.

I pilastri del portico sono tra loro uniti con archi di mattoni e danno alla colonna centrale l’aspetto di una palma.
In essi sono presenti le lettere iniziali di Colonia Güell realizzati con semplici mosaici.
I soffitti e la facciata del portico sono poi decorati rispettivamente con ceramica policroma e finestre decorate con il crismon, il monogramma di Cristo oltre all’anagramma di Gesù, Maria e Giuseppe presente sopra al portale.

Durante la guerra civile spagnola (1936 – 1939) Colonia Güell entrò in una sorta di “autogestione”.
La chiesa divenne un deposito di frutta (principalmente mele) e fu installata anche una cucina militare.
Ovviamente fu collocata anche una cappa di aspirazione con un condotto tramite un’apertura nelle volte del porticato.
A memoria di questo curioso fatto sono evidenti i segni di fuliggine presenti intorno all’apertura.

I simboli della cristianità

Davanti al portale si notano subito gli stipiti leggermente curvi e costruiti da tre blocchi, come l’alto spessore dell’architrave entrambi in pietra calcarea proveniente dalle cave di proprietà della famiglia Güell.
Ma saremo affascinati dalle decorazioni presenti su tutta questa parte.

Sono state progettate da Antoni Gaudí e realizzate dal maestro Antoni Morral.
Centinaia di vetri disegnano differenti figure geometriche all’interno delle quali sono presenti numerose simbologie religiose.

L’anagramma della Santissima Trinità nella parte centrale è arricchito alle estremità del rombo con le lettere di Pater, filius e Spiritus Sanctus.
Queste si completano con i mosaici delle virtù teologali, la fede (con un tornado), la speranza (con un’ancora) e la carità (con una croce).
Sempre utilizzando l’arte del mosaico vengono rappresentate anche le virtù cardinali ovvero la prudenza (con una lampada e un’anfora), la giustizia (con una scala), la forza (con un elmo) e la temperanza (con un fiasco di vino).

Il portone della navata inferiore fu realizzato poco dopo l’abbandono del cantiere da parte di Gaudí.
Ma fu rivestito con punte a spillo in acciaio perché – come l’architetto aveva indicato, il ricordo della Semana Tràgica e delle aggressioni anticlericali del 1909 erano ancora vive nella memoria.

La navata inferiore

Si percepisce subito nella prospettiva interna della Cripta Güell che l’ambiente è diviso in due zone.
La navata stessa ed una seconda dietro l’altare che accoglie coro e presbitero.

L’insolito dinamismo del grande spazio centrale è dato dalla distribuzione delle colonne, nella loro inclinazione e nel tetto con ripetuti archi che abbiamo già visto nel porticato d’ingresso.
Quattro colonne centrali in pietra basaltica di maggior spessore ed i nove pilastri di mattoni a semicerchio formano all’interno della grande navata tre navate paraboliche.
La navata perimetrale agevola in modo circolare il passaggio dei fedeli verso i banchi potendo contemplare da qualsiasi punto l’altare principale.

Probabilmente Gaudi aveva in progetto di rivestire i muri e gli archi.
Questa ipotesi proviene da alcuni angoli realizzati da Gaudí con parziali rivestimenti effettuati poco prima dell’abbandono del cantiere.

All’interno della Cripta è presente un incavo laterale ricavato nella colonna di sostegno prevista per la prosecuzione in altezza della chiesa.
È la cappella del Santo Cristo (guardando l’altare, a sinistra), in perfetto contrasto di colore con tutta l’ambientazione.
Simmetricamente a questa cappella è presente un altro incavo con una scala a chiocciola.
Come prima cosa non porta da nessuna parte proprio perché non è stata mai terminata ma al di questo nella parte superiore fu realizzata la torre campanaria.

Nonostante Gaudí prese coscienza di non poter completare la chiesa, poco prima di abbandonare il cantiere disegnò alcuni elementi d’arredo.
Stiamo parlando delle panche che differentemente da quelle interamente in legno, che possiamo ammirare esposte in Casa Batlló, queste hanno la base in ferro.
I carpentieri di Colonia Güell, Tomas e Enric Berant, negli anni 1913 e 14 ne realizzarono venti.

Inoltre sulle due colonne all’ingresso troviamo due enormi acquasantiere a forma di conchiglie marine sorrette da un intreccio di ferro battuto.
Un’altra similitudine che troviamo all’interno della Sagrada Familia.

Il confessionale ed il portone d’ingresso sono stati realizzati successivamente alla chiusura del progetto gaudiano, come la porta della sagrestia ed i restanti banchi presenti oggigiorno all’interno della Cripta.

Il Presbitero e Coro di Cripta Güell

Il presbitero e l’altare maggiore furono completati l’anno successivo l’abbandono del cantiere della Cripta Güell da parte di Gaudí.
Sebbene si narra che l’architetto avesse lasciato indicazione di collocare il presbitero tra le quattro colonne per renderlo maggiormente centrale, fu comunque posizionato in modo tradizionale in fondo alla navata.
Il muro è intonacato in modo molto semplice e nella parte superiore spiccano le forme paraboliche dei parapetti del coro, proprio come una  corona.

L’altare è l’unico arredo originale del presbitero: le ringhiere di legno, il tabernacolo con la statua della Vergine di Montserrat, un sacro cuore e due angeli custodi sono andati perduti.
Nel 1947 l’architetto Josep Maria Jujol collocò tabernacolo ed angeli sopra all’altare fin quando nel 1965 la riorganizzazione di questo spazio non gli permise di sistemarli nella posizione attuale, avendo spostato di alcuni metri l’altare verso il centro della navata.

La riorganizzazione dell’altare maggiore fu promossa per adattarlo alle disposizioni liturgiche del Concilio Vaticano II inaugurato da Papa Giovanni XXIII nel 1962 dove venne indicato che il sacerdote non avrebbe dovuto più voltare le spalle ai fedeli.

Alla sinistra del presbitero inizia la scala che porta alla sagrestia ed al piano rialzato del coro con il parapetto in muratura che si distingue per il dinamismo semicircolare mentre il corrimano, elaborato in mattone, volge a spirale per fondersi nella colonna.

La Sagrestia ed il passaggio segreto

Nello spazio inferiore al piano del coro corre un passaggio tecnicamente studiato per evitare l’umidità.

Questo passaggio assomiglia molto a quello dei moderni teatri italiani utilizzati per migliorare l’acustica, già eccellente e comprovato dai testi condotti nel 1994 dalla soprano Montserrat Caballé.

In ogni modo sul lato opposto della sagrestia, alla base di una delle torri previste per la chiesa c’è una piccola stanza. L’unico ambiente dove Antoni Gaudí ha completato il rivestimento dei muri.
Era il guardaroba per i ragazzi che aiutavano a servire la messa, perciò è conosciuta come la stanza dei chierichetti.
Essi accedevano alla Cripta direttamente dalla scala verso il coro o, appunto, tramite il passaggio sotterraneo diretto alla sagrestia e di qui al presbitero.

Una piccola curiosità: il primo organo del coro di Cripta Güell proveniva dal Grand Teatre del Liceu di Barcellona e fu portato qui dalla famiglia Güell nel 1915.
Durante la guerra civile fu smantellato ed il suo legno fu usato come combustibile per la stufa della cucina dei soldati repubblicani.

Le Finestre di Cripta Güell

La nostra visita sta per terminare e non ci rimane che osservare le finestre progettate da Antoni Gaudí che permettono l’ingresso della luce all’interno della Cripta.
Sono 20 all’interno della navata inferiore mentre due sono nella sagrestia e nella stanza dei chierichetti e seguono una sequenza simmetrica su entrambi i lati, a gruppi di tre.

Tutte le finestre (tranne le due che affacciano sul portico) sono montate all’interno di un doppio arco e di forma “a goccia”, escluse quelle del campanile realizzate in forma esagonale.
I montanti di ferro descrivono forme floreali con croci nella parte centrale con un disegno simile alla sezione di un ananas.

La parte tecnologica delle finestre della Cripta Güell sta nel fatto che possono essere aperte dall’interno tramite una catenella che tirata attiva nelle finestre più piccole il cerchio centrale facendolo ruotare mentre nelle finestre più grandi apre i petali tra le braccia della croce.

Per me è stata una emozione incredibile (dopo circa 15 anni d’attesa) poter visitare la Cripta Güell di Antoni Gaudí.
Qui il tempo si è veramente fermato e proprio in questa chiesa incompiuta possiamo scoprire il più misterioso tesoro dell’architetto di Dio.